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Dic 06

Referendum, l’Ue: “Caso Italia non è l’inizio di una nuova crisi dell’Eurozona”

Fonte: La Repubblica

Renzi, Merkel Hollande

Bruxelles inviata a non fare psicodrammi e anche il ministro tedesco Schaeuble esclude ripercussioni sulla moneta unica. Tra le reazioni più politiche, il rammarico di Angela Merkel: “Con Renzi abbiamo lavorato molto bene”. Farage, ex leader Ukip britannico: “Ora subito alle urne”. Le Pen, leader del Front National francese: “Italiani hanno ripudiato Ue e premier”

LE REAZIONI dell’Europa al voto italiano si dividono in maniera netta, seguendo la divisione che da mesi è ormai sempre più chiara nella politica del continente: il “partito dei populisti” contro il “partito dei responsabili”. Sul piano istituzionale ed economico, l’Unione europea invita a non fare psicodrammi: “La crisi italiana non sarà l’inizio di una nuova crisi dell’eurozona”, dice Jeroen Dijsselbloem, capo dell’Eurogruppo.
Angela Merkel è stata la prima leader di un governo europeo a rammaricarsi per le dimissioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi dopo il fallimento del referendum costituzionale in Italia. “La cancelliera ha preso atto delle dimissioni del primo ministro italiano con rammarico” ha detto il portavoce del governo Steffen Seibert in una conferenza stampa aggiungendo che “aveva lavorato molto bene con Renzi”. Berlino rispetta la decisione democratica del popolo italiano, ha poi detto il portavoce spiegando che il governo federale offrirà anche al prossimo governo italiano “una cooperazione stretta e amichevole”.
Il primo commento entusiastico sul risultato della vittoria del No è stato quello del populista britannico Nigel Farage, ex leader dell’Ukip, il partito che di fatto ha vinto il referendum sulla Brexit. Dopo le dimissioni di Matteo Renzi “è necessario andare rapidamente al voto in modo che il popolo italiano possa avere l’opportunità di liberarsi del suo establishment pro-Ue”, dice Farage. La vittoria del No per Farage rappresenta “un colpo di piccone all’euro e all’establishment pro-Unione Europea che ha portato più povertà al popolo italiano, più disoccupazione e meno sicurezza a causa dell’immigrazione di massa”.
Per la leader del Front National francese Marine Le Pen “gli italiani hanno ripudiato la Ue e Renzi. Bisogna ascoltare questa sete di libertà delle nazioni e di autodifesa!”
Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble ha detto che “non ci sono motivi per ritenere che questo voto possa innescare una crisi dell’euro. L’Italia adesso ha bisogno di un governo che sia capace di agire per continuare le riforme. Gli italiani hanno deciso e noi dobbiamo rispettare la loro decisione”.
Un commento rassicurante anche quello di Jeroen Dijsselbloem, ministro delle Finanze olandese e capo dell’eurogruppo, che riunisce i paesi europei che hanno adottato l’euro. “Questo voto non cambia concretamente la situazione economica italiana o quella delle sue banche. Non saranno necessari passi d’emergenza, è un voto contro le riforme costituzionali, non altro, e questo non significa che le forze anti-europee vinceranno nelle prossime elezioni in Francia oppure Olanda”.
Anche il ministro degli Esteri Tedesco, Frank Walter Steinmeier ha commentato il voto italiano dicendo che “la vittoria del No non è la fine del mondo, anche se certamente è uno sviluppo nella crisi generale dell’Europa”.
Il commissario europeo alle finanze Pierre Moscovici ha fatto una dichiarazione di totale sostegno al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che viene dato come possibile primo ministro nel nuovo governo italiano. Padoan “è un ottimo collega, che ha mostrato una grande capacità di gestire le finanze pubbliche. Ha dato una credibilità molto importante alla politica italiana, per quanto riguarda la gestione delle finanze pubbliche. Non sta a me scegliere, ma naturalmente è un uomo di alta qualità”. Per Moscovici dopo il risultato del referendum sulla riforma costituzionale in Italia “non bisogna fare psicodrammi, è un voto italiano su una riforma italiana. E’ inutile esagerare con le reazioni”, come sarebbe ipotizzare una nuova crisi dell’Eurozona, cosa che “non ha alcuna ragion d’essere: ci sarà un governo italiano che incarnerà la continuità”
La notizia dell’esito del referendum costituzionale italiano occupa le home page delle versioni online delle principali testate internazionali, molto spesso in apertura. L’attenzione è per la bocciatura della riforma e le dimissioni di Renzi, così come per i possibili futuri scenari politici ed economici a livello nazionale ed europeo.
La Bbc apre l’edizione online con la notizia “Il premier italiano si dimette dopo la pesante sconfitta elettorale”, mentre il Telegraph con un ‘live’ in apertura titola ‘Matteo Renzi si dimette da premier italiano dopo la schiacciante sconfitta nel cruciale referendum costituzionale’. Apertura anche sul Guardian, con ‘Renzi si dimette da premier dopo pesante sconfitta al referendum’, definito “di grande rischio”. The Times inserisce la notizia nella colonna di destra, scrivendo ‘Europa in subbuglio dopo la sconfitta del premier italiano”. Anche l’Economist apre con ‘Il referendum in Italia. Renzi respinto’, così come il Financial Times con ‘Renzi dimissionario dopo la sconfitta al referendum. L’Italia affronta nuova crisi’. The Sun inserisce la notizia nella colonna di destra dell’home page, titolando ‘Europa in bilico. Timore per Italexit mentre il premier Matteo Renzi si dimette dopo la schiacciante sconfitta al referendum’.

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