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Lug 22

Recovery Fund, dalle risorse ai “rebates”: i punti dell’accordo raggiunto al Consiglio europeo

Fonte: La Repubblica

Dall’ammontare complessivo delle risorse agli sconti alla contribuzione al bilancio Ue per i Paesi “frugali”: i dettagli dell’intesa

Ci sono voluti quattro giorni di negoziati serratissimi ma alla fine l’intesa sul Recovery Fund è arrivata nella notte. Ecco i punti principali dell’intesa.

Quante risorse
L’accordo lascia invariato l’ammontare complessivo delle risorse del piano Next generation Eu messo a punto dalla Commissione a maggio, pari a 750 miliardi, ma ridefinisce la composizione tra contributi a fondo perduto (grants) e prestiti (loans). I primi ammonteranno a 390 miliardi, i secondi a 360. Guardando alle singole voci che compongono il programma, con la Resilience e Recovery Facility, il cuore del Fondo per il rilancio economico, allocato direttamente ai Paesi secondo una precisa chiave di ripartizione, ammonterà a 312,5 miliardi.
Il nuovo accordo ha invece ridotto i trasferimenti spacchettati tra i programmi, 77,5 miliardi (rispetto ai 190 miliardi pensati dalla Commissione) con l’azzeramento della dotazione di Eu4Healt, il nuovo programma europeo per la sanità e i dratsico ridimensionamento del Just Transition Fund e del Fondo agricolo per lo sviluppo rurale. Invariato infine il volume del bilancio europeo, che costituisce la garanzia per le future nuove emissioni, che per il periodo 2021-2027 è rimasto a 1.074 miliardi di impegni.

Gli sconti ai frugali
Il gruppo dei Paesi frugali strappa, oltre alla riduzione dei grants, anche un incremento dei rebates, gli sconti alla contribuzione del bilancio europeo di cui già beneficiano. In particolare alla Danimarca sono andati 322 milioni annui di rimborsi (rispetto ai 222 milioni della proposta di sabato), all’Olanda 1,921 miliardi (da 1,576 miliardi) ; all’Austria 565 milioni (da 287), e alla Svezia 1,069 miliardi (da 823 milioni). Invariati invece i 3,67 miliardi per la Germania.

La governance
Alla fine una quadra è stata trovata anche sul tema della governance con l’introduzione del super freno di emergenza proposto dal presidente del Consiglio Charles Michel. I piani presentati dagli Stati membri saranno approvati dal Consiglio a maggioranza qualificata, in base alle proposte presentate dalla Commissione. Sarà invece il Comitato economico e finanziario (Cef), i supertecnici dei ministri delle Finanze dei Paesi a valutare il rispetto delle tabelle di marcia e degli obiettivi fissati per l’attuazione dei piani nazionali. Se verranno riscontrati problemi un singolo Paese potrà chiedere di portare la questione sul tavolo del Consiglio Europeo.

Quanti soldi per l’Italia
L’Italia si assicura nel suo complesso 209 miliardi, una cifra superiore rispetto ai 172,7 del piano originale della Commissione, ma a salire è soltanto la quota di finanziamenti (da 91 a 127), mentre resta invariata la quota di contributi a fondo perduto.

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