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Set 01

Quattro ipotesi per Merkel:perché il voto in Germania non è scontato

Fonte: Corriere della Sera

di Danilo Taino

Governerà con Spd, verdi o liberali? Tutto può cambiare (anche per noi)

Angela Merkel non è poi così tranquilla. Ad ogni comizio, l’ultimo mercoledì a Ludwigshafen, chiude il discorso con un invito accorato ai militanti della sua Unione Cdu-Csu perché si assicurino che gli elettori vadano alle urne, il prossimo 24 settembre. «Dobbiamo raccogliere fino all’ultimo voto». I sondaggi danno il suo partito in vantaggio di 13-15 punti sulla Spd di Martin Schulz. Ma il risultato non è scontato come può sembrare. Niente è già scritto e l’esito avrà un’influenza fondamentale anche per l’Europa.
Che l’Unione Cdu-Csu prenda la maggioranza relativa lo prevedono tutti gli osservatori. Non si può però parlare di un’onda montante per la cancelliera. Dai sondaggi, anzi, sembra che la crescita del partito di Merkel si sia fermata tra il 36 e il 38% e che la caduta dei socialdemocratici arrestata al 23-25%. In più, quasi metà degli elettori dice di non avere deciso come votare, Schulz stupisce perché i suoi comizi riempiono le piazze e domenica sera ci sarà il confronto televisivo tra i due, dal quale la cancelliera, in vantaggio, ha tutto da perdere e lo sfidante tutto da guadagnare. Il timore di Merkel e dello staff cristiano-democratico è che la sera del 24 settembre ci si accorga che sì, la leader del prossimo governo sarà ancora lei, ma che la vittoria è stata meno netta, una mezza sconfitta politica. Comunque vada, cambieranno le prospettive future in Germania e nella Ue. Ci sono quattro scenari che potrebbero realizzarsi, diversi tra loro se non per il fatto che hanno sempre al centro Wolfgang Schäuble.

Vittoria travolgente
Se l’Unione non vincesse con almeno dieci punti di vantaggio sulla Spd — immaginiamo 35 a 28%, che sarebbe un calo del partito della cancelliera e una crescita di quello di Schulz rispetto al 2013 — probabilmente i socialdemocratici accetterebbero di formare di nuovo una Grande Coalizione come quella che governa ora. Ma sarebbero più forti e per allearsi con i cristiano-democratici chiederebbero la poltrona di ministro delle Finanze, quella che ha permesso a Schäuble di essere il perno, se non il dominus, delle politica economica europea degli scorsi otto anni. Un Ecofin (ministri Ue) e un Eurogruppo (ministri dell’Eurozona) senza Schäuble e con Schulz al suo posto sarebbe la vera rivoluzione a Bruxelles.

Vittoria con i liberali
Se la Spd dovesse registrare un insuccesso netto, meno del 23%, il partito si incamminerebbe per la traversata del deserto dell’opposizione: già molti dirigenti e militanti la chiedono, convinti che stare al governo in posizione subordinata con Merkel faccia perdere consensi e mini la presenza storica della socialdemocrazia nelle istituzioni e sul territorio. Se ci fossero i numeri, Merkel potrebbe governare con i Liberali (Fdp) di Christian Lindner. In questo caso, Schäuble potrebbe rimanere alle Finanze. La politica di Berlino sarebbe spinta verso più riforme e liberalizzazioni (Merkel non ne ha mai fatte, in 12 anni) e verso una maggiore rigidità in Europa: i Liberali hanno scarso entusiasmo per la maggiore integrazione proposta da Emmanuel Macron e, con moderazione, accolta da Merkel. L’asse franco-tedesco rimarrebbe l’obiettivo della cancelliera (lo vede come ultima chance dell’Europa) ma con ancora più incertezza.

Vittoria con i verdi
È la soluzione preferita da Merkel, che da tempo ha fatto sue le battaglie antinucleari e sul clima dei Grünen. In più, quello dei Verdi è il partito più europeista di Germania, che concorderebbe con eventuali proposte di integrazione ulteriore dell’Eurozona. Qui, però, la cancelliera correrebbe il rischio di trovarsi una parte del partito che frena, se non si oppone, compreso Schäuble che in tutti gli scorsi otto anni l’ha coperta «a destra», verso chi non vuole che la Germania sia l’ufficiale pagatore dell’Europa. La conferma di Schäuble a ministro delle Finanze sarebbe oggetto di trattativa dura tra Unione e Verdi.

Giamaica
In teoria, anche un governo tra cristiano-democratici, liberali e verdi (Giamaica, dai rispettivi colori) è tra le possibilità, se i numeri post-elettorali dovessero spingere in quella direzione. Difficile da formare, per la distanza tra Fdp e Grünen, ma non impossibile: Merkel sarebbe la mediatrice in capo (ruolo in cui eccelle) di un governo un po’ schizofrenico. Schäuble vorrebbe dire la sua e non si può escludere che rimarrebbe alle Finanze.
Non c’è nulla di scontato nel 24 settembre della Germania e dell’Europa.

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