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Feb 08

Più strutture per i profughi. In un anno 1321 Comuni aprono all’accoglienza

Fonte: La Stampa

di Raphaël Zanotti

I dati del Viminale contraddicono la tesi dell’ invasione. La distribuzione è disomogenea: il 60% dei centri rifiuta

È uno dei temi centrali della campagna elettorale, eppure in Italia, in 3 Comuni su 5, non hanno mai visto un solo richiedente asilo. «L’invasione», una volta redistribuita sul territorio, ha queste caratteristiche: su 7978 Comuni italiani, 3291 hanno strutture per l’accoglienza. Per gli altri, è una questione di cui si sente parlare in televisione.
Abbiamo chiesto al Viminale i dati capillari dell’accoglienza. Era un lavoro che avevamo già fatto l’anno scorso e questo ci consente di fare alcune valutazioni. Cosa è cambiato tra il 15 luglio 2016 e il 21 dicembre scorso?
I Comuni che accolgono richiedenti asilo sono aumentati del 59,8% (si sono aggiunte 1321 amministrazioni); le strutture sono aumentate del 92,9% (da 5.186 a 10.006); la capienza è cresciuta del 109% (da 94.533 posti a 197.607); e anche il numero di ospiti è salito, dell’88,4% (da 98.769 a 186.112). Questo potenziamento ha migliorato le condizioni dell’accoglienza: nel 2016 c’erano 4236 richiedenti asilo in più rispetto ai posti letto a disposizione, mentre nel 2017 avanzavano ancora 11.495 posti.
Nel 2016, quando la situazione era più critica dal punto di vista degli sbarchi (181.436 persone contro le 119.369 del 2017) l’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva predisposto un piano che prevedeva una distribuzione più equa dei migranti, evitando così le concentrazioni nelle grandi città. L’idea era 2,5 richiedenti asilo ogni mille abitanti.
Com’è andata? È stata rispettata questa quota? Diciamo che ora l’accoglienza è meno concentrata. Nel 2016 solo il 58% dei Comuni che accoglievano erano sotto questa quota. Nel 2017 siamo saliti al 68,8% dei Comuni. Il rispetto di questa quota, ovviamente, non è omogenea su tutta l’Italia. Nel Veneto, per esempio, la maggioranza dei Comuni è al di sotto (solo il 49% la supera). Ma è l’unico caso. Ci sono invece regioni dove nella stragrande maggioranza dei casi questo tetto viene superato: nel Molise è il 98,1% dei Comuni con strutture di accoglienza, in Basilicata l’89% e in Abruzzo l’83,3%.
Se non prendiamo come parametro i confini geografici, ma il numero di persone, in Italia la media è di un richiedente asilo ogni 325 persone. Nei Comuni che accolgono la media è un richiedente asilo ogni 100 abitanti.
La politica che hanno perseguito gli ultimi governi punta a un maggior numero di Comuni che mette a disposizione le proprie risorse. E pare che spingere su questo tema, al di là di singole amministrazioni in cui si sono alzate le barricate, ottenendo un effetto soprattutto mediatico, sta dando i suoi frutti. Anche in questo caso, però, la solidarietà non è uguale in tutte le regioni.
Tuttavia, la solidarietà verso un problema nazionale è diversa lungo lo Stivale. La regione con meno Comuni che accolgono richiedenti asilo è la Valle d’Aosta: il 17,6% del totale. Segue la Sardegna: 17,8%. Dall’altra parte della classifica troviamo la Toscana (84% dei Comuni) e l’Emilia Romagna (75,4%). La palma del comune piùsolidale d’Italia spetta a Valleve, in provincia di Bergamo, che ospita 86 richiedenti asilo su una popolazione di 133 abitanti.
Ultima annotazione: a fronte dei 1321 Comuni che si sono aggiunti tra il 2016 e il 2017, ce ne sono 89 che hanno smesso di accogliere.

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