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Feb 25

«Ok il Senato, adesso la Camera». Renzi twitta, poi va alla Camera

POLITICA
Fonte: Corriere della Sera
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Il presidente del Consiglio a poche ore dal voto

All’una di notte incassa la fiducia del Senato, con 169 sì: 4 in meno di Letta; 139 i contrari. Stamattina alle 7 il presidente del Consiglio Matteo Renzi è già in piedi e twitta: «Ok il Senato, adesso la Camera. Poi si inizia a lavorare sul serio. Domani scuole, lavoratori, imprenditori, sindaci a Treviso. #lavoltabuona».

L’INIZIO DEI LAVORI – Oggi in Aula alla Camera, dalle 10 alle 16, la discussione generale sulle dichiarazioni programmatiche per il nuovo governo presentate da Renzi, dalle 16 la replica del presidente del Consiglio e le dichiarazioni di voto, a seguire l’appello nominale per il voto di fiducia. Poco prima dell’inizio del dibattito, si è tenuto nella sala del governo a Montecitorio una riunione del Consiglio dei ministri «lampo»: all’ordine del giorno, lo scioglimento del comune di Scalea per condizionamento delle istituzioni locali da parte della criminalità organizzata. La discussione è iniziata con l’intervento del deputato del Pd Umberto D’Ottavio: « Lei ha posto al centro del suo discorso il tema dell’istruzione, anche questa è una scelta coraggiosa, non perché originale, ma perché tutti dicono che l’istruzione e la scuola sono importanti, ma poi nessuno è in grado di fare il salto di qualità. Le attese nei confronti del suo governo sono forti, per la volontà di ridare dignità al nostro sistema pubblico di istruzione: le scuole devono essere aperte e pulite. Dove la pulizia e la custodia sono stati appaltati, si sta rischiando di lasciare per strada migliaia di lavoratori delle cooperative sociali». D’Ottavio ha ricordato il mutuo previsto dal dl istruzione varato dall’ex ministro Carrozza, che punta proprio a intervenire sull’edilizia scolastica: e ha lanciato un appello

«GAGLIARDO» – Gagliardo: ecco come la deputata di Forza Italia Michela Biancofiore ha definito nel suo intervento alla Camera il nuovo presidente del Consiglio. «Gagliardo perché come noi di Forza Italia appartiene alla generazione di Steve Jobs e all’Elogio della follia di Rotterdam», ha detto elogiando Matteo Renzi. Biancofiore però spiega: «Io la mia fiducia la darei, ma a Matteo Renzi come persona, non alla sua maggioranza di partito. Io mi aspettavo che lei andasse oltre il coraggio, e fosse eroico: oggi i l suo governo è composto in gran parte da quelli che componevano il governo Letta. Non mi aspettavo che il governo Renzi fosse sostenuto da una serie di micropartiti pronti a fare voltagabbana ad ogni capriccio». Dopodiché, l’affondo sulla legge elettorale: nell’Italicum c’è un sistema elettorale che fa una disparità, sostiene la Biancofiore, solo per il Trentino e la Valle d’Aosta, e che va sanata. La Lega Nord ha annunciato il voto di fiducia, riservandosi però di toglierla sui singoli provvedimenti se non dovessero essere convincenti.

IL NUOVO CENTRODESTRA – Un incoraggiamento a Renzi arriva anche da Enrico Costa, Nuovo centrodestra: «Un grande in bocca al lupo per la sua esperienza di governo: se farà bene lei, sarà la credibilità dell’Italia a riaffermarsi». Secondo Costa, riportare l’attenzione sulle persone reali significa restituire fiducia agli italiani.

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