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Nov 26

Mosca, stop forniture gas all’Ucraina Messaggio a Kiev e alla Turchia

ESTERI

Fonte: Corriere della Sera

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di Stefano Agnoli

Il colosso russo Gazprom ha annunciato lo stop ai rifornimenti a Kiev. «A rischio anche la fornitura in Europa». Una mossa che potrebbe inserirsi nel “grande gioco” delle crisi internazionale con il governo di Erdogan

Ci risiamo. Gazprom (quindi Mosca) torna a minacciare lo stop alle forniture del suo gas verso l’Europa. Proprio il giorno dopo l’ abbattimento del Su-24 russo nei cieli siro-turchi. Una coincidenza? A prima vista potrebbe sembrare di sì, ma nulla si può escludere in questo “Grande Gioco” così torbido che dall’Ucraina arriva fino al Medio Oriente. Di fatto già da qualche settimana il colosso russo del gas ammoniva che Kiev aveva i giorni contati sul versante delle forniture, visto che non saldava i conti. Ma pare ovvio che si stia ripetendo il solito copione che va in onda con alterne fortune dal 2006. E come accade in Siria e nella lotta all’Isis, anche qui ognuno gioca la sua partita. L’Ucraina, in perenne bisogno finanziario e sotto pressione sui suoi confini orientali, non pagando Gazprom ricorda a Ue e Usa (e alla Nato) i loro impegni nei suoi confronti. Mosca dal canto suo torna a utilizzare il bastone e la carota, piu´ il primo che la seconda in questo caso: attenzione, dice, se gli ucraini non pagano e bloccano il gas diretto all’Europa potreste rimanere al freddo in questo inverno che arriva. E la dipendenza dal gas è storicamente grande fonte di preoccupazione per l’Ue, visto che copre più del 50 per cento dei suoi consumi di energia (e in alcuni Paesi dell’Unione, soprattutto a est, quasi il 100 per cento del gas consumato viene dalla Russia).

Messaggio alla Turchia

Ma questa volta il messaggio non sembra essere rivolto solo all’Europa. Anche la Turchia, che fino all’altro ieri stringeva accordi con Mosca per portare il gas russo verso Occidente bypassando l’Ucraina, deve alzare il livello di guardia: dalla sponda russa del mar Nero importa più di metà del suo fabbisogno nazionale. E a Mosca hanno mostrato di sapere utilizzare bene l’arma del ricatto energetico.

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