Misure anti Covid, scontro governo-Regioni. Si tratta su coprifuoco, scuola e chiusure

Fonte: La Stampa

Coprifuoco o alle 18 o alle 21. Didattica a distanza per le scuole a partire dalla seconda media, stop agli sportelli scommesse, restrizioni alla mobilità tra regioni. Oggi Conte riferirà alle Camere

Il ministro Roberto Gualtieri lo dice senza troppi giri di parole: «Per evitare il lockdown devono esserci misure intermedie anche dolorose». Lockdown? Chiusura tra regioni? Quali sono allora le ipotesi in campo? Nel vertice che si è protratto fino a ieri sera tardi tra governo e Regioni gli obiettivi che intende raggiungere il governo per arginare l’impennata dei contagi sono stati messe tutti sul tavolo. Si discuterà, anche oggi, su diversi fronti e non è detto che il dpcm verrà varato in giornata. Potrebbe slittare a domani, martedì 3 novembre.
Ma quali sono i punti di contrasto? Intanto l’orario di coprifuoco, su cui c’è stato parecchio attrito tra l’Esecutivo e i governatori di Regione. L’indecisione è se chiudere alle 18 o alle 21. E poi bar e ristoranti chiusi anche a pranzo, negozi chiusi (tranne le farmacie, i tabacchi e gli alimentari), smart working per tutta la pubblica amministrazione e didattica a distanza dalla seconda media all’ultimo anno delle superiori. Sarebbero queste, a quanto si apprende, alcune delle misure a cui starebbe lavorando il governo per le regioni ad alto rischio, a cominciare da Lombardia piemonte e Campania.
Ora il prossimo passaggio in vista del Dpcm ci sarà questa mattina con il coinvolgimento del Cts quindi il via libera alle nuove regole. Che vanno dalla protezione degli anziani alle novità per le scuole.
Oggi, appunto, il presidente del Consiglio terrà sia alla Camera che al Senato comunicazioni sulla situazione epidemiologica e sulle eventuali ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza da Covid-19. A Montecitorio il premier riferirà alle 12, poi seguirà un dibattito con dichiarazioni di voto che si concluderà con i voti sulle risoluzioni di maggioranza e di opposizione. A palazzo Madama Conte andrà alle 17 e anche qui dopo il dibattito si terranno le votazioni. Si prevede che i lavori del Senato si concluderanno intorno alle 20. Prima di andare a riferire alle Camere, alle 9 Conte incontrerà nuovamente Regioni, Anci e Upi alla presenza del ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. Ma non è escluso che la firma sull’ennesimo Dpcm slitti a domani.
Ieri è stata una giornata tesissima. Il vertice si è tenuto su questi aspetti e non ha sciolto diversi nodi dei punti trattati: anziani over 70 a casa per proteggerli dal contagio da coronavirus, centri commerciali chiusi nel weekend, coprifuoco alle 18 (ma poi alle 21), stop agli sportelli per le scommesse in bar e tabaccherie (quest’ultime dovrebbero restare aperte), restrizioni alla mobilità regionale e tra regioni, chiusura delle scuole in base all’indice di contagiosità Rt locale. Insomma, sarebbero queste, secondo quanto riferito dai partecipanti, le principali misure proposte e discusse al vertice tra il governo, rappresentato dai ministri Roberto Speranza (Salute) e Francesco Boccia (Autonomie), le Regioni, i Comuni e le Province in vista del prossimo Dpc, atteso tra domani e martedì.
Boccia ha prospettato tra l’altro il rafforzamento della rete dei cosiddetti «Covid Hotel» per i positivi asintomatici che non possono stare in adeguato isolamento in casa. Durante la riunione sono state avanzate anche numerose proposte da parte della Regioni.
Liguria, Piemonte e Lombardia hanno spinto per limitare il più possibile gli spostamenti degli over 70, potenziando al contempo l’assistenza domiciliare. Rispetto alla scuola, «non si deve prendere una decisione univoca, ma deve dipendere dal grado di Rt (indice di contagiosità, ndr) in ogni regione», è quanto avrebbe sostenuto il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, al vertice con gli Enti locali.
Una delle proposte avanzate dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, riguarderebbe la precettazione di medici di famiglia che rifiutano l’attuazione degli accordi raggiunti (in Lombardia 3.000 medici di famiglia disponibili su 8.000) sui tamponi. Ma Fontana avrebbe chiesto anche la riduzione della capienza consentita sul trasporto pubblico locale e la chiusura di parchi e giardini. Secondo Fontana, infine, qualsiasi misura di chiusura dovrà essere oggetto di compensazione economica per le categorie colpite.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.