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Giu 27

Migranti, Macron: “Lifeline ha agito contro tutte le regole”. La ong: “Malta ci impedisce ancora di attraccare”

Fonte: La Repubblica

di Alesandra Zinniti

Il premier Conte aveva annunciato l’accordo con il governo maltese: sbarco della nave sull’isola e redistribuzione dei migranti tra i Paesi Ue. Il comandante della Guardia costiera: “Risponderemo sempre agli Sos in mare, ma rivedere le regole”

La Lifeline, la nave che da giorni si trova in mare con 234 migranti a bordo, ha agito “contro tutte le regole, ha fatto il gioco degli scafisti e non ha rispettato le regole né la Guardia costiera libica”. Lo ha affermato Emmanuel Macron, in una conferenza stampa sulla sua giornata romana. Il presidente francese, dopo lo sblocco della situazione relativa alla nave grazie al colloquio segreto con il premier italianon Giuseppe Conte, ha confermato che l’imbarcazione della Ong tedesca attraccherà a Malta e che la Francia è pronta ad accogliere “una parte dei migranti” presenti a bordo. Ma dalla Lifeline, tramite un tweet, arriva una smentita: “Abbiamo ricevuto un messaggio da Malta alle 18: dice che non ci è permesso di entrare nelle acque territoriali. Non siamo in grado di confermare ciò che è stato diffuso dai media finora”.Nel pomeriggio infatti il presidente del Consiglio Conte ha annunciato che la Lifeline sbarcherà a Malta e che l’Italia ne accoglierà una parte. Una decisione che sembrava confermata anche dal premier maltese Joseph Muscat, che ha però subordinato lo sbarco dei migranti a patto che questi vengano poi redistribuiti tra i Paesi europei. “Vogliamo evitare un’escalation della crisi umanitaria attraverso una condivisione di responsabilità da parte di alcuni Stati volenterosi”, si legge in una nota firmata dal governo maltese, che ha annunciato anche l’apertura di un’inchiesta sul capitano della Lifeline, “che ha ignorato le istruzioni delle autorità italiane date in accordo alle leggi internazionali”.
Oltre all’Italia, altri tre Stati dell’Unione europea – Malta, Francia e Portogallo – hanno al momento confermato di essere disposti ad accogliere parte dei migranti della Lifeline, mentre altri tre – Germania, Paesi Bassi e Spagna – stanno ancora “valutando” il caso. Ma, come confermato dai rappresentanti della ong, a queste manifestazioni d’intenti non è ancora corrisposta una comunicazione ufficiale da parte di Malta, che starebbe aspettando che tutti gli Stati coinvolti accettino la loro quota di migranti.
L’odissea della Lifeline, che ancora non si è conclusa, è stata lunga. La prima evacuazione medica è avvenuta intorno a mezzanotte. Uno dei 234 migranti a bordo è stato trasferito urgentemente in ospedale a Malta. Ma le condizioni degli ospiti della nave della Ong, che naviga a otto nodi a sud dell’isola cercando riparo in condizioni meteo molto difficili, con onde alte un metro e vento a 25 nodi, si sono fatte sempre più difficili.

GUARDIA COSTIERA: “RISPONDEREMO SEMPRE A SOS”
Sul fronte dei soccorsi in mare, intanto, arrivano garanzie dalla Guardia costiera. “Abbiamo risposto sempre, sempre rispondiamo e sempre risponderemo a ciascuna chiamata di soccorso”, afferma il comandante generale, l’ammiraglio Giovanni Pettorino, che cancella ogni dubbio sul comportamento dei suoi uomini. “Lo facciamo – aggiunge – perché è un obbligo giuridico, ma anche un obbligo che sentiamo moralmente: tutti gli uomini di mare, da sempre e anche in assenza di convenzioni, hanno portato soccorso e aiuto a chi si trova in difficoltà in mare”.
Pettorino ha sottolineato che i suoi uomini agiscono “sulla base della Convenzione di Amburgo, che è del 1979 ed è nata per episodi che accadono una volta ogni tanto, non all’ordine del giorno. Quello che sta accadendo adesso è invece un esodo epocale, biblico, con un intero popolo che si sposta o tenta di spostarsi via mare in un tratto breve ma pericoloso, con mezzi inadeguati e dunque occorre rivedere la Convenzione”. L’ammiraglio ha spiegato che la Guardia costiera, con il concorso di mercantili e navi militari, ha coordinato i soccorsi “in un’area di un milione e centomila chilometri quadrati, praticamente la metà del Mediterraneo. Eppure – ha concluso – in questo mare si affacciano 23 Paesi”.

TONINELLI: “RAFFORZARE GUARDIA COSTIERA LIBICA”
Da parte sua, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, in una diretta Facebook, ha difeso la Guardia Costiera italiana dagli attacchi di questi giorni e spiega di aver parlato al telefono con il suo omologo della Libia, Milad Maatuq per dargli la disponibilità a rafforzare la Guardia Costiera libica con nuove motovedette italiane, in modo da pattugliare meglio i loro mari e contrastare più efficacemente le partenze dei barconi della morte: “Questo sarà un buon risultato per l’Europa”, ha dichiarato.
Il ministro è tornato poi sulle nuove modalità operative della Guardia costiera, che da qualche giorno ha lasciato totalmente nelle mani dei libici il coordinamento delle operazioni di soccorso nel Mediterraneo. Ieri il ministro dell’Interno Matteo Salvini si era detto addirittura favorevole a dare indicazioni alla Guardia costiera italiana a non rispondere neanche più agli Sos in arrivo dai gommoni in difficoltà, ma oggi Toninelli ha puntualizzato che “la Guardia Costiera opera in autonomia tecnico giuridica e non devo essere io a dire di rispondere oppure no, ma secondo noi, in continuità con il governo precedente che ha giustamente rafforzato la guardia costiera libica, se uno dei gommoni ci chiama ma è in zona libica rispondiamo che non possiamo intervenire perché è in un’area a responsabilità giuridica non nostra”.

MALTA CHIUDE ALL’AQUARIUS
Malta continua a negare l’accesso alle acque territoriali e nel porto de La Valletta all’Aquarius di Sos Mediterranée e Medici senza frontiere – senza migranti a bordo – che doveva cambiare equipaggio e fare rifornimento: “Non ci hanno dato nessuna spiegazione. Quanto accaduto ci lascia confusi – hanno raccontato i responsabili di Sos Mediterranée – ora facciamo rotta a nord in cerca di una soluzione”. E il porto individuato, si è appreso in tarda mattinata, dovrebbe essere Marsiglia. Nei giorni scorsi un analogo problema si era verificato con la Open Arms che però era stata autorizzata a fare rifornimenti al largo del porto de La Valletta.

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