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Dic 02

Migranti, l’intesa sui ricollocamenti alla prova

Fonte: Corriere della Sera

di Fiorenza Sarzanini

Migranti, applicato in tre casi il patto di Malta: le destinazioni Ue si decidono prima dell’attracco

Richieste congiunte di «ricollocazione» dei migranti presentate all’Unione Europea. La svolta sulla distribuzione di chi sbarca in Italia arrivata dieci giorni fa — quando Germania, Francia e Malta hanno indicato a Bruxelles la cifra di stranieri che avrebbero accolto — è ormai operativa per tutti gli approdi delle navi. Vuol dire che nel momento in cui da bordo viene chiesto il via libera all’attracco nei porti, scatta la divisione per quote tra i governi. Una ripartizione preventiva che evita le estenuanti trattative condotte nei mesi scorsi quando il braccio di ferro con l’ex ministro Matteo Salvini le costringeva a stare per giorni in mezzo al mare. Risultato, esclusi minori e donne incinte: l’82 per cento di chi è già stato registrato andrà via. L’accordo — rimasto finora riservato anche per evitare l’ostruzionismo degli altri Stati Ue in attesa dell’insediamento della Commissione guidata da Ursula von der Leyen — è dunque «a regime». Agevolato certamente dal calo degli arrivi che in un anno sono più che dimezzati: dai 23.370 del 2018 si è passati ai 10.882 del 2019. Sono in aumento gli sbarchi autonomi, un fenomeno che rimane preoccupante anche perché le partenze sono dalla Libia, ma anche dalla Tunisia, però la cifra complessiva è al minimo rispetto agli ultimi quattro anni. E questo sta spingendo altri Paesi ad offrire la propria collaborazione, compresa la Spagna.

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