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Dic 15

Migranti, Gentiloni: “Più impegno dall’Ue. Le quote obbligatorie sono il minimo sindacale”

Fonte: La Stampa

Le posizioni restano distanti con i paesi Visegrad

«Se vogliamo consolidare la svolta nella lotta ai trafficanti e cambiare in modo significativo la situazione dei diritti umani in Libia, abbiamo bisogno di un impegno finanziario, logistico, politico, ancora più forte, da tutta la famiglia europea. Questo chiederà l’Italia stasera». Il premier Paolo Gentiloni lo annuncia lasciando il minivertice con i leader dei V4 e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker che ha preceduto l’appuntamento Ue di oggi. «Per noi i muri e le chiusure sono sbagliate, e le quote obbligatorie sono il minimo sindacale per l’Unione europea. Questi Paesi hanno un’opinione molto lontana. Ma è significativo che questa differenza che resta, e di cui discuteremo anche a cena, non abbia impedito un’iniziativa politica che ritengo rilevante e di cui ringrazio».
Sul tema migranti la tensione politica è massima e gli strascichi dello scivolone del presidente della Ue Donald Tusk che ha cercato di minimizzare il ruolo della Ue nella definizione e nella responsabilità di far attuare le decisioni comuni mettendo di fatto in discussione il sistema obbligatorio delle quote di ripartizione dei rifugiati tra gli Stati Ue. I quattro di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia) restano fermamente contrari. La posizione italiana su questo è precisa. «Per raggiungere un compromesso equo e realistico – è scritto in una nota di Palazzo Chigi preparata per il Vertice Ue – il livello di impegno vincolante sulla solidarietà di tutti gli Stati membri, in termini di ripartizione dei richiedenti asilo, deve essere proporzionato a quello sulla responsabilità degli Stati che si trovano in prima linea , in termini di obblighi procedurali aggiuntivi, e viceversa. Sapendo che nello stesso tempo gli sforzi di questi ultimi Stati stanno già assicurando il controllo delle frontiere esterne comuni della Ue».

“Una eccezione i controlli in area Schengen”
Quanto al sistema Schengen, secondo il governo italiano «la reintroduzione di controlli alle frontiere interne deve restare una eccezione e ogni prolungamento (del ripristino dei controlli) deve essere concordato dal Consiglio tenendo conto dell’impatto sugli Stati vicini e sulla Ue». Gentiloni ha confermato che il Vertice di oggi e domani non arriverà ad alcuna conclusione su questo. Ha detto che le divergenze «non saranno risolte». D’altra parte, la sola decisione del Vertice a 27 riguarderà l’atteso via libera alla seconda fase del negoziato con il Regno Unito sulle condizioni delle relazioni future ma, prima di questo, sulle condizioni del periodo di transizione di due anni per prepararsi alla Brexit effettiva.

Dal V4 36 milioni al fondo per l’Africa
I Paesi del V4 hanno deciso di finanziare con 36 milioni il fondo fiduciario per l’Africa. I fondi saranno destinati alle attività che Italia e Ue conducono in Libia per formare le guardie costiere e arginare i flussi migratori. «Credo sia un gesto molto rilevante – ha commentato Gentiloni- che conferma la validità della politica che stiamo sviluppando con il governo italiano con il sostegno della Commissione e di altri governi europei. Apprezzo in modo particolare che questa scelta venga proprio dai paesi che sulla dimensione interna del tema migratorio, sui confini interni, hanno forse nell’ambito della famiglia europea la posizione più lontana dall’Italia. Ma, ha puntualizzato, «naturalmente le distanze non cambiano» tra quei paesi e l’Italia per quanto riguarda «la necessità politica» delle azioni di solidarietà fra Stati membri dell’Ue.

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