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Ott 22

Manovra, il testo al Colle: “Attento esame”. L’Europa pronta a chiedere dati al governo

POLITICA

Fonte: La Stampa

ANSA - La Stampa

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Renzi da Napolitano. Giovedì vedrà le Regioni. Katainen: stiamo facendo i conti

 

Doppio esame e doppia attesa per la manovra del governo. Il testo approda al Colle (ancora senza “bollino” dalla Ragioneria) per un vaglio finale prima della trasmissione al Parlamento. E prosegue “serrata” la trattativa con l’Ue in attesa di una “lettera” con richieste di spiegazione che, secondo il Financial Times, potrebbe arrivare domani. Ma il commissario alla Spending Review, Carlo Cottarelli, è certo che la Ue non respingerà la manovra, «le coperture ci sono e hanno una qualità abbastanza buona». Le Regioni intanto si preparano per l’incontro a Palazzo Chigi per riscrivere i tagli (che restano comunque di 4 miliardi). E monta la protesta dei sindacati per lo slittamento al 10 di ogni mese dell’assegno della pensione.

 

IL GIALLO DELLA “BOLLINATURA”

Il premier, Matteo Renzi è salito al Quirinale. Formalmente l’incontro con Giorgio Napolitano era per illustrare la posizione dell’Italia in vista del prossimo consiglio europeo. Ma certo il faccia a faccia è stato anche l’occasione per spiegare al Presidente il dettaglio degli interventi. Interventi che ancora la Ragioneria Generale dello Stato non ha “certificato” con la sua bollinatura. Protesta immediatamente Renato Brunetta (Fi) che ipotizza anche un nuovo Cdm, (subito smentito da Palazzo Chigi), «al fine di assicurare coperture reali». Protestano anche i M5S parlando di «carnevalata». In serata il Tesoro annuncia che la “bollinatura”, cioè il “timbro” di correttezza delle coperture di un provvedimento che attiene alla Ragioneria, è prevista per domani.

 

IL COLLE: TUTTO NORMALE

Il Quirinale smorza i toni: c’è grande attenzione e comunque l’esame è del tutto normale. Non ci sarebbe dunque un problema relativo al via libera della ragioneria dello Stato. Anzi, si sottolinea al colle, il testo contiene «misure importanti per la crescita». E l’esame sarà «attento». Il Quirinale nei giorni scorsi avrebbe comunque sollecitato sulla necessità di esplicitare meglio le misure e in particolare di specificare il funzionamento del “bonus mamme” annunciato dal premier. Altro punto di discussione riguarda il rischio europeo. Una «bocciatura» non viene contemplata come probabile dal Governo (Pier Carlo Padoan ripete da giorni che l’Italia è in regola). Ma è comunque già noto che l’Italia tiene da parte un “tesoretto” (di oltre 2 miliardi) per “aggiustare” il deficit che, come da Def, è cifrato solo allo 0,1%.

 

BARROSO O JUNCKER, CHI DECIDERA’?

Quindi se da Bruxelles arrivasse la “lettera” e una possibile “reprimenda” il governo avrebbe ancora margine di intervento. Della lettera, in realtà, non c’è ancora alcuna traccia. Anche se, dice il Financial Times, domani la Commissione informerà Italia e altri 4 Paesi sui rischi legati alle rispettive leggi di bilancio. È probabile comunque che il cambio della guardia tra le Commissioni stia complicando la procedura. Ed è anche possibile che il “giudizio” finale sulla manovra arrivi non proprio il 29 ottobre ma nei primissimi giorni di novembre. Il nuovo Commissario Ue per gli affari economici, Jyrki Katainen, intanto prende tempo: «ora siamo concentrati nell’analizzare le cifre e le misure». Insomma non è ancora chiaro se a decidere sull’Italia sarà il presidente attuale José Manuel Barroso (che ha già chiesto un aggiustamento del deficit dello 0,5%, ben più ampio dello 0,1%) o Jean Claude Juncker, più propenso a considerare gli spazi di flessibilità del Patto.

 

SINDACATI IN RIVOLTA

Non più semplice la situazione sul fronte interno. Una delle norme più contestate, quella che aggrava il fisco sui rendimenti di Fondi e Fondazioni, avrà efficacia retroattiva, dal primo gennaio 2014. I sindacati poi protestano contro la norma che fa slittare al 10 di ogni mese il pagamento della pensione. Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, parlano di «un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani». Tuona anche il segretario Cisl, Annamaria Furlan («è l’ennesima beffa») e l’Inps spiega che per venire incontro ai pensionati la norma sarà applicata gradualmente. Ancora soddisfatto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che sottolinea come le imprese ritengono che le misure vadano «nella direzione giusta». Resta aperta anche la trattativa delle Regioni: giovedì i Governatori vanno a Palazzo Chigi. Obiettivo: rimodulare i 4 miliardi di tagli a loro carico. Una situazione difficile,dunque, ma con una speranza esplicitata in un’intervista di Padoan: i numeri della crescita (+0,6% nel 2015) «potrebbero essere addirittura più alti».

 

FASSINO: I COMUNI NON SONO PARASSITI

I governatori sperano di ottenere una riduzione di almeno 1 miliardo di tagli sui 4 previsti dalla Legge di stabilità per il prossimo anno: gli altri li coprirebbero rinunciando ai 2 miliardi di prevista crescita del Fondo sanitario nazionale per il 2015 e spalmando in qualche modo il miliardo residuo loro richiesto. Certo, far quadrare i conti rimane una impresa difficile. Oggi si è riunito anche l’Ufficio di presidenza dell’Anci, il cui presidente, Piero Fassino, è tornato a ribadire di «apprezzare l’impianto generale della legge di stabilità, che sblocca il Paese, riduce il peso fiscale e crea nuove opportunità per il lavoro; tuttavia – precisa – dobbiamo discutere il peso che la manovra fissa sui Comuni, che è oneroso». «I Comuni non sono parassiti», dice il sindaco di Torino

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