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Set 09

Made in Italy e commercio estero alla Farnesina: il piano Di Maio toglie 300 milioni al Mise

Fonte: Il Sole 24 Ore

di Carmine Fotina

Pronto il progetto per trasferire competenze, risorse e personale dal ministero dello Sviluppo economico agli Esteri su internazionalizzazione, promozione con l’Ice, accordi di libero scambio e difesa commerciale


Poco meno di 170 milioni di fondi promozionali, 75 milioni per il funzionamento dell’Agenzia Ice, 50 milioni del piano Export Sud, fino a 100 unità del personale ministeriale. Sono i principali numeri che potrebbero finire al centro del trasferimento dal ministero dello Sviluppo economico al ministero degli Affari esteri delle competenze in materia di politica commerciale e promozionale e di sviluppo dell’internazionalizzazione del sistema Paese.
Sulle anticipazioni del progetto, pubblicate dal Sole 24 Ore dell’8 settembre, non sono arrivati commenti ufficiali dei due ministeri potenzialmente coinvolti. Il passaggio delle competenze – studiato in ambienti della Farnesina, il ministero ora guidato dal leader 5S Luigi Di Maio (ex ministro dello Sviluppo economico)- se troverà l’assenso dell’alleato di governo Pd e passerà il vaglio della presidenza del consiglio verrebbe attuato con un provvedimento legislativo, forse un decreto legge. Il travaso delle competenze, per il quale esiste già la prima versione della possibile norma, avrebbe un elemento centrale nell’attività promozionale per le nostre imprese all’estero. Da una stima del Sole 24 Ore sugli ultimi dati annuali si tratta di 140 milioni di fondi straordinari del piano made in Italy più 17-18 milioni di fondi ordinari e 11 milioni di campagna straordinaria di promozione. Ulteriori 50 milioni riguardano il piano export Sud che si avvale di fondi europei ed è gestito direttamente dall’Agenzia Ice per il commercio estero. Quest’ultima, oggi finanziata con circa 75 milioni per spese di gestione e personale (circa 430 persone in Italia più 400 negli uffici all’estero), verrebbe coinvolta nell’operazione perché  vigilita non più dal Mise ma dagli Affari esteri.
Nel progetto, come detto ancora in corso di perfezionamento e subordinato all’intesa politica finale, c’è anche la soppressione della Direzione generale del Mise che in base al recente riassetto dovrebbe accorpare le due che fino ad oggi si sono occupate di internazionalizzazione e di politica commerciale (accordi di libero scambio, antidumping, dazi eccetera). Ne deriverebbe un trasferimento alla Farnesina, fino a un massimo di 100 unità, del personale non dirigenziale. Una volta concretizzato, il riassetto di fatto affiderebbe al nuovo ministro degli Affari esteri Di Maio la piena gestione anche dell’accordo con la Cina sulla Nuova Via della Seta che invece nei mesi scorsi ha visto il ministero dello Sviluppo giocare un ruolo importante accanto alla Farnesina. Proprio uno dei principali artefici diplomatici dell’intesa, ovvero l’ambasciatore italiano in Cina, Ettore Sequi, è stato scelto da Di Maio come nuovo capo di gabinetto del ministero degli Affari esteri.

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