Lockdown e qualità dell’aria: cosa è successo nelle metropoli, da Milano a Singapore i dati

Fonte: Corriere della Sera

di Giulio Ciampanelli

I risultati del progetto che ha analizzato i livelli di inquinamento tra la primavera e l’autunno 2020: a Milano +100% del Biossido di Azoto e un considerevole calo dei PM 2,5


Lo studio
In risposta alle misure restrittive contro la pandemia di Covid-19, Dyson ha fornito a nove persone in otto città del mondo uno zaino dotato di tecnologia di rilevamento della qualità dell’aria, per comprendere l’impatto del lockdown sull’esposizione dei singoli individui all’inquinamento atmosferico. Da Milano a Londra, passando per Singapore e Toronto che effetto ha fatto il periodo di chiusura all’aria delle nostre città?

Lo zaino rilevatore
Basato su una rielaborazione della tecnologia già utilizzata nei purificatori d’aria Dyson, lo zaino funge da dispositivo portatile di misurazione dell’aria. Dotato di sensori integrati, batteria e GPS, è in grado di rilevare l’inquinamento atmosferico durante gli spostamenti di chi lo indossa. La giornalista Cristina Gabetti ha condotto le misurazioni – nel rispetto delle restrizioni – durante e dopo il lockdown tra la scorsa primavera e l’autunno, nella città di Milano. Rilevazioni che offrono un quadro personale dell’esposizione all’inquinamento, dato dall’indossabilità del dispositivo, che ha accompagnato Cristina nella sua routine quotidiana. Ai partecipanti è stato chiesto di portare con sé lo zaino in ogni spostamento essenziale motivato durante il periodo di lockdown fra aprile e giugno: al supermercato, nel tragitto casa-lavoro o per gli allenamenti quotidiani. Gli stessi percorsi sono stati ripetuti dai partecipanti una volta revocati i blocchi cittadini, il che ha permesso di confrontare i livelli di esposizione all’inquinamento fra il periodo di lockdown e quello successivo. I dati raccolti all’esterno sono stati analizzati insieme a quelli della rete di sensori sulla qualità dell’aria negli spazi aperti.

L’aria di Milano: i cambiamenti
I risultati sulla qualità dell’aria raccolti dallo zaino Dyson rivelano un aumento dell’esposizione alle emissioni di NO2 (Biossido di Azoto) nel periodo successivo al lockdown, con Milano che ha registrato una crescita del 100% rispetto al lockdown. Uno dei maggiori responsabili dei livelli di NO2 nelle città è il traffico, il che sottolinea l’effetto di un aumento dei veicoli in circolazione una volta revocate le misure restrittive. Durante il lockdown, infatti, erano stati rilevati livelli di NO2 di gran lunga inferiori, con le immagini dei satelliti dell’Agenzia spaziale europea che avevano mostrato una riduzione significativa in tutto il mondo. Questo conferma l’impatto che le variazioni in termini di inquinamento cittadino può avere sull’esposizione individuale e perché la sensibilizzazione e la consapevolezza su questo problema sono così importanti.

Particelle ultrasottili in calo
I dati rilevati dallo zaino all’esterno hanno inoltre mostrato un trend in calo per le particelle di PM2.5 a Milano che, come mostra il grafico sotto, rappresenta la città con la diminuzione più consistente di queste particelle ultrasottili tipiche delle emissioni industriali e molto presenti nelle nostre città, spesso associate agli impianti di riscaldamento e più in generale, da processi di combustione.

La tecnologia
Sviluppato nell’ambito di uno studio di ricerca con il Kings College London e la Greater London Authority, lo zaino sulla qualità dell’aria di Dyson ha sensori integrati, una batteria e un GPS, che permettono di raccogliere i dati fuori casa e durante gli spostamenti. Rielaborando la tecnologia dei sensori attualmente in dotazione sui purificatori d’aria Dyson, gli ingegneri dell’azienda hanno progettato questo dispositivo portatile di monitoraggio atmosferico, concepito per essere più piccolo, leggero e pratico, ma altrettanto preciso nel rilevare l’esposizione a PM2.5, PM10, VOC e NO2…

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