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Ott 26

Legge elettorale, ok del Senato a cinque fiducie tra le proteste. M5S, Mdp e Si lasciano l’aula

Fonte: La Stampa

Cinque Stelle in piazza, Grillo sul palco a Roma con una benda bianca sugli occhi

Ok nell’Aula del Senato alle 5 fiducie al Rosatellum. Le prime due con 150 sì e 61 no, la terza con 148 sì e 61 no, la quarta con 150 sì e 60 no. Passano così i primi quattro articoli della riforma elettorale. Il numero legale per la terza e quarta votazione senza i senatori di Ala non sarebbe scattato. Sono 13 i verdiniani che hanno dato il loro voto al governo per far passare la fiducia. L’Assemblea approva anche l’articolo 5. La norma stabilisce una clausola di invarianza finanziaria nell’applicazione del provvedimento. Nel corso delle relative dichiarazioni di voto i gruppi M5S, Mdp e Si hanno lasciato l’aula in segno di protesta.

PROTESTE DEI CINQUE STELLE AL PANTHEON
Simpatizzanti M5S scendono in piazza con una benda bianca per protestare contro la nuova legge elettorale. La base del Movimento 5 Stelle, che si è riunita davanti al Pantheon per la manifestazione anti-Rosatellum, ha risposto all’appello del blog di Beppe Grillo, che aveva chiesto ai supporter M5S di portare una benda bianca «per denunciare che con questa legge elettorale è come se votassimo alla cieca». Anche il leader Cinque Stelle in piazza.

NAPOLITANO VOTA LA FIDUCIA
Napolitano vota la fiducia, ma critica la legge elettorale: «È corretto sostenere che una linea antiostruzionistica possa affidarsi solo a mezzi estremi come il vanificare ogni ricorso all’istituto del voto segreto e il negare ogni libero confronto emendativo?». È questa una delle domande che Giorgio Napolitano rivolge ai senatori intervenendo sulla riforma elettorale e riflettendo sui modi migliori per contrastare comunque «forme di ostruzionismo dilatorio o paralizzante» in Parlamento. A tale proposito, Napolitano considera «essenziale» la necessità «di misure e comportamenti miranti a maggiore funzionalità, efficienza e produttività nello svolgimento dei lavori parlamentari anche attraverso sveltimento e credibilità dei tempi di esame di ogni provvedimento nelle Camere. Senza che il Parlamento esorbiti dalle sue funzioni».

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