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Ott 05

Le elezioni tedesche e la sinistra in declino

Fonte: Corriere della Sera

di Danlo Taino

Un’analisi più articolata indica che il vero declino, e non di breve periodo, è quello dei partiti della sinistra, socialdemocratico (Spd), Verde, Linke

La lettura di un risultato elettorale effettuata a caldo è quasi sempre parziale. Quella delle elezioni tedesche del 24 settembre non fa eccezione. Un’analisi più articolata indica soprattutto che, a differenza di quella che è stata l’interpretazione corrente finora, i partiti della classe media – l’Unione Cdu-Csu di Angela Merkel e i Liberali di Christian Lindner – in realtà non hanno perso voti a destra, a favore dei nazionalisti di Alternative für Deutschland (AfD). Il vero declino, e non di breve periodo, è quello dei partiti della sinistra – socialdemocratico (Spd), Verde, Linke. Il professor Manfred Güllner, sociologo e direttore dell’istituto di ricerca Forsa, ha calcolato le tendenze dell’elettorato, compresi i non votanti, e ne ha dato un’anticipazione sul quotidiano Handesblatt. Primo dato: tra i tedeschi aventi diritto al voto, AfD ha raggiunto il 9,5%. Il 90,5% non ha voluto dare il consenso al partito con tendenze illiberali, nonostante che molti di più del 9,5% siano gli insoddisfatti del panorama politico: il 24,6% non ha votato.
Secondo fatto: la base della classe media che vota tradizionalmente l’Unione Cdu-Csu e i Liberali non si è di fatto ristretta: era di 20,4 milioni di voti nel 1998, è stata di 20,2 milioni nel 2013 e di 20,3 milioni nel 2017. È cioè passata dal 33,6% di 19 anni fa al 32,6% delle elezioni del 24 settembre (percentuali sempre sul totale degli aventi diritto al voto). Terzo dato: Spd, Verdi e Linke – cioè i partiti della sinistra – tra il 1998 (quando socialdemocratici e verdi andarono al governo con Gerhard Schröder e Joschka Fischer) e il 2009 sono scesi da venti a dieci milioni di voti e quest’anno sono calati ancora a 9,5 milioni. Negli scorsi 19 anni, a ogni elezione la loro quota è calata, dal 42,8 al 29,2% del 2017. Un’analisi approfondita dei risultati elettorali avrà conseguenze sulle scelte politiche future. Per esempio, AfD non è così travolgente. E, nel campo conservatore, chi ha perso di più a suo favore è stata la Csu, il partito gemello in Baviera della Cdu di Merkel: quel partito che ha voluto una politica di maggiore chiusura verso gli immigrati. Altro esempio: alla Spd il risultato dovrebbe suggerire che andare all’opposizione non fa guadagnare in sé voti, li ha persi sia quando era nel governo di Grande Coalizione sia quando ne era fuori. La prima impressione non sempre legge bene la realtà.

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