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Apr 06

Le Borse credono nella frenata della pandemia. Europa: attesa apertura in rialzo

Fonte: Sole 24 Ore

Alcuni segnali sul rallentamento del contagio, ad esempio in Italia, sono stati colti positivamente dagli operatori. In calo il petrolio sul rinvio della riunione dell’Opec+


Borse asiatiche in rialzo. I listini asiatici sono rimbalzati sul alcuni segnali positivi (speranza?) che la pandemia, in alcuni Paesi duramente colpiti dal Covid-18, stia rallentando. Mentre il mercato cinese è chiuso per festività, Tokyo a pochi minuti dalla chiusura è in rialzo di oltre il 3%.
I future sulle Borse europee, dal canto loro, sono tutti impostati in positivo. Il segnale che l’apertura per i principali listini del Vecchio continente dovrebbe essere di segno positivo. Bisogna comunque fare molta attenzione perchè la volatilità rimane comunque elevata e il petrolio è in calo dopo che si vanno ricorrendo le voci di un rinvio a domani della riunione dell’Opec+.
Va ricordato, poi, che l’incertezza su quello che sarà l’impatto economico delle misure di contenimento del virus ha pesato sull’andamento delle contrattazioni la scorsa settimana e le Borse sono tornate sulla via del ribasso. In particolare a Wall Street che ha archiviato la settimana con ribassi superiori al 2,5% sull’indice Dow Jones.
Hanno pesato le ultime statistiche sul mercato del lavoro negli Stati Uniti con il nuovo record di richieste di sussidi (6,6 milioni) e gli oltre 700mila posti di lavoro persi ai primi di marzo. Il tasso di disoccupazione negli Usa è balzato al 4,4% ma secondo diversi analisti potrebbe arrivare al 15% per effetto delle misure di lockdown. Numeri che rischiano di comportare la peggior recessione di tutti i tempi per la prima economia mondiale.
A fronte di questa prospettiva è comprensibile la prudenza degli investitori che anche nell’ultima settimana hanno privilegiato la liquidità parcheggiando 194 miliardi di dollari nei fondi monetari. Si è visto tuttavia un leggero ritorno di interesse degli investitori per i fondi azionari che tuttavia archiviano il mese con un saldo negativo di 50 miliardi di dollari.

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