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Set 04

Le aziende assumono giovani solo se hanno una certa esperienza

ECONOMIA/SPECIALE CRISI ECONOMICA

Fonte: La Stampa

economia

Tra le oltre 600mila entrate previste dalle imprese nel 2014, privilegiati laureati e diplomati (sei su dieci) con alle spalle un periodo di lavoro di 1-2 anni 

E’ un gatto che si morde la coda. Le aziende, in un momento in cui i candidati all’assunzione abbondano, alzano l’asticella dei requisiti e cercano persone con caratteristiche più elevate. Non solo aumentando le lingue straniere conosciute o le specializzazioni informatiche, ma puntando sull’esperienza. Sei candidati alle assunzioni su dieci possono sbaragliare la concorrenza se hanno una certa esperienza: il 40% di uno-due anni, il 20% di oltre due anni. Nell’analisi delle previsioni di assunzione delle imprese contenute nel sistema Excelsior delle Camere di commercio, quantificate in oltre 600mila nel corso del 2014, il dato è esemplare. Le aziende prevedono di aprire le loro porte a candidati con esperienza sia tra i laureati (due su tre) sia tra i diplomati (sei su dieci). Un occhio particolare a chi avrà una specializzazione, sia post-laurea che post- diploma. Il tormentone è quindi evidente: giovane avvisato, mezzo salvato; ma come possono i giovani con titolo di studio alla ricerca di un lavoro accumulare una certa esperienza? In diversi modi: sperimentando lavori e lavoretti, anche stagionali; usando ogni modo per mettere un’esperienza concreta nel curriculum. E’ da queste richieste delle imprese che possono trovare un significato nuovo e utile i richiami ad aumentare il numero dei ragazzi che hanno fatto uno stage (nelle superiori, solo uno su dieci ne ha avuto un’esperienza), a sviluppare l’apprendistato, a frequentare una bottega artigiana, a partecipare alle iniziative di scuola-bottega, a partecipare a un lavoro in somministrazione o a termine. Le aziende che sono inserite in settori che sentono la ripresa preferiscono assumere una persona che ha già un’esperienza, anche non lunga, perché non possono permettersi di impiegare troppo tempo nell’addestrare sul campo i giovani appena usciti dalla scuola e inesperti. E’ così che i giovani potranno sfatare l’apparente contraddizione (“Cercansi neo-laureati e neo-diplomati con esperienza”) nella quale sembrano cadere le imprese. L’esperienza è di nuovo una virtù, ma non necessariamente bisogna avere i capelli bianchi per poterla far valere. 

 

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