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Dic 19

La svolta di Johnson: mai più a Davos, è il Forum delle élite

Fonte: Corriere della Sera

di Luigi Ippolito

In passato Boris è stato ospite assiduo in Svizzera ma ora i conservatori non sono più il «partito dei ricchi»


«Uomo di Davos», chi ti conosce? Di certo non ne vuole sapere nulla Boris Johnson, che ha ordinato a tutti i suoi ministri di stare alla larga dal World Economic Forum, che come ogni anno questo gennaio vedrà i ricchi e potenti della Terra riuniti a convegno nella località svizzera. Perché l’«uomo di Davos» è l’incarnazione dell’élite globalizzata, mentre il partito conservatore che ha appena stravinto le elezioni britanniche si vuole ormai formazione popolare se non proletaria. «La nostra priorità è realizzare cose per la gente, non bere champagne con i miliardari», ha fatto sapere una fonte di Downing Street. E poco importa che negli anni scorsi Boris era stato ospite assiduo del Forum, dove era impegnato a raccattare fondi per la Londra di cui era sindaco fra una bevuta di vodka e l’altra.<
Quest’anno niente: non si vedrà un solo rappresentante britannico fra le Alpi svizzere. E se è vero che il summit cade appena dieci giorni prima dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, il 31 gennaio, e dunque tutti i ministri sono chiamati a stare «in trincea», la decisione di Johnson è soprattutto un ammiccamento all’elettorato che lo ha sospinto a Downing Street: voti operai strappati ai laburisti nelle regioni del Nord e del Centro dell’Inghilterra, quella «muraglia rossa» crollata sotto i colpi della Brexit. Tanto che perfino le nuove leve del gruppo parlamentare conservatore hanno spesso una estrazione «working class» che è agli antipodi dello stereotipo del Tory stile Downton Abbey. E Johnson è consapevole di questa metamorfosi: lui, il dandy uscito da Eton e Oxford, ha costruito una coalizione elettorale che ha mandato in soffitta il «partito dei ricchi», quali erano tradizionalmente i conservatori. Ora, lo ha detto chiaramente, si tratta di mantenersi all’altezza delle aspettative che si sono create, a livello di impegni programmatici ma anche di immagine. Il governo di Londra val bene una Davos.

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