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Mag 31

La svolta alla parata del 2 Giugno. Così in corteo sfilano i sindaci

Fonte: Corriere della Sera

Parata Roma

di Monica Guerzoni

Quattrocento amministratori ai Fori, per il ministro Pinotti «una rivoluzione simbolica»

La Repubblica italiana compie 70 anni e questa volta le celebrazioni del 2 giugno non saranno una esibizione delle Forze armate, ma una festa di tutti gli italiani. Non solo di quelli che indossano la divisa. Una svolta, maturata negli ultimi anni e portata a compimento da Roberta Pinotti, di concerto con il Quirinale e con Palazzo Chigi. «Nella sfilata — spiega la responsabile della Difesa — sono le Forze armate e gli altri corpi dello Stato che fanno festa alla Repubblica e non, come si è talvolta dato a intendere, la Repubblica che esibisce, celebra e onora le Forza armate». Per la Pinotti è un «cambio di passo», una «rivoluzione simbolica» che nasce da «una rinnovata consapevolezza democratica» della stessa Difesa.
La comunità
Per la prima volta alla parata, privata dell’aggettivo «militare», sfileranno anche 400 sindaci in rappresentanza degli ottomila Comuni italiani, selezionati tra tutti i primi cittadini che hanno aderito all’invito dell’Anci. Saranno i sindaci, con le loro fasce tricolori, ad aprire la sfilata ed è una novità assoluta, pensata per sottolineare che il 2 giugno si festeggia prima di tutto la comunità nazionale e l’unità d’Italia. In questo nuovo quadro l’omaggio delle Forze armate sarà solo una parte, non più il cuore delle celebrazioni. D’altronde, sottolinea l’ufficio stampa della Pinotti, a queste è dedicata la festa del 4 Novembre.
Tremila persone
La Rivista militare, alla presenza del capo dello Stato e dei vertici delle istituzioni, non sarà troppo diversa da quella del 2015. La tradizionale location non cambia. In via dei Fori imperiali sfileranno circa tremila persone, tra militari e civili. Non si vedranno blindati, né cingolati. I soli cavalli saranno quelli dei corazzieri e per due volte le Frecce tricolori solcheranno il cielo di Roma, i cui palazzi militari sfoggeranno facciate coperte da enormi bandiere verdi, bianche e rosse. Un posto d’onore avranno la Marina militare e la Guardia costiera, in prima linea nel soccorso ai migranti. Spazio anche ai corpi non armati dello Stato, con le delegazioni degli atleti militari e del Gruppo sportivo paralimpico della Difesa. E ci sarà la Brigata Sassari, a smentire le voci secondo cui sarebbe stata tagliata, per presunte incomprensioni tra la Sardegna e Roma sui poligoni militari.

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