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Mar 14

La sconfitta di Merkel, il danno per tutta la Ue

Fonte: Corriere della Sera

Merkel-Draghi

di Danilo Taino

Con l’affermazione storica della destra, la Germania perde il suo carisma morale

Quando, in Europa, si perde una sfida elettorale, non si perde solo in casa. Soprattutto se a uscire sconfitta è Angela Merkel: la quale, piaccia o meno, è l’àncora dell’Unione Europea. La caduta di ieri della Cdu della cancelliera in tre Länder è destinata a fare onde in tutto il continente. A complicare una situazione già caotica, segnata da divisioni che mai si erano viste negli anni precedenti. La sconfitta della leader tedesca non è dovuta solo alla ribellione di una parte del suo elettorato all’apertura verso i rifugiati. Ci sono anche ragioni locali. In Europa, però, verrà letta solo in questo modo. Da oggi, Merkel è più debole non solo in Germania, dove in fondo per ora se la caverà in qualche modo, ma nella Ue.

È preoccupante per almeno due ragioni. Innanzitutto, anche a causa di suoi errori di gestione della crisi dei profughi, la cancelliera era già isolata tra i partner comunitari come mai prima. Soprattutto, il non avere consultato Parigi prima di aprire le porte dell’Europa ai rifugiati lo scorso settembre ha messo sotto tensione l’asse con Parigi. E il presidente francese Hollande ha apertamente preso le distanze da Berlino su quella che è una questione decisiva per l’Europa. L’asse franco-tedesco, che per quanto indebolito ancora funzionava fino a qualche mese fa, è oggi in una crisi senza precedenti. Se alle elezioni di ieri Frau Merkel avesse vinto, o almeno non perso, avrebbe avuto buone carte da giocare in Europa. Non solo con Hollande ma anche con i Paesi dell’Est europeo che sulla crisi dei rifugiati le hanno sbattuto la porta in faccia. La sua capacità di convincere, o di imporre, è invece ora in buona parte compromessa.

In secondo luogo, da ieri la Germania non è più un’eccezione nel Vecchio Continente dei populismi. Anch’essa ha un partito di destra radicale anti immigrati, Alternative für Deutschland (AfD). Un tabù si è rotto: dopo l’Olocausto, mai aveva preso piede un movimento alla destra della Cdu. Oggi c’è e probabilmente resterà non per poco tempo nel panorama politico tedesco. Viene meno una differenza morale che faceva forte, autorevole la Germania e la sua cancelliera. Per Merkel, ora, l’obiettivo primo, tenere uniti gli europei, sarà molto più difficile da raggiungere. È un guaio per tutta la Ue.

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