La lunga notte di Piazza Affari prima della Brexit

Fonte: La Stampa

Borsa MIlano

di Sandra Riccio

In vista del referendum britannico, le banche italiane rimarranno a vigilare sui risultati fino a notte fonda. Pronte ad agire in caso di uscita della Gran Bretagna

Nella city milanese sarà una lunga notte prima della Brexit. Molte banche, dalle più grandi alle più piccole, giovedì sera non chiuderanno i loro uffici e resteranno a vigilare sui risultati che usciranno dalle urne in Gran Bretagna. L’ora cruciale, dicono gli analisti, dovrebbe essere intorno alle quattro del mattino. E’ a notte fonda, quando tutti dormono, che dovrebbe arrivare il risultato definitivo della consultazione britannica.
Nei palazzi milanesi della finanza, soprattutto quelli in cui si sono i team di investimento, i preparativi per monitorare al meglio gli esiti del referendum sono in corso almeno da inizio settimana. Si fissano i turni davanti al desk, si studiano gli ultimi report e le previsioni che arrivano senza sosta dagli studi di analisi. Il clima di tensione si è parecchio allentato durante le ultime sedute ma comunque l’allerta è alto. Le banche però si dicono tutte convinte che lo scenario Brexit è quello meno probabile e che alla fine prevarrà il sì all’Europa.
Ma se gli inglesi decideranno per il divorzio dalla Ue ci sarà uno shock che a catena si propagherà su tutti i mercati finanziari. Meglio tenersi pronti quindi. L’idea è che il cordone di salvataggio creato dalle Banche centrali in questi difficili anni attutirà il colpo su valute, sterlina esclusa, e titoli di Stato ma non salverà il mercato azionario. Sarà sulle azioni che pioveranno vendite massicce già a cominciare dalle prime ore della notte. È in Asia infatti, dove si alza prima il sole e dove iniziano i primi scambi della giornata, che si vedrà la reazione del mondo della finanza. Lì, come pure su altre piazze di tutto il mondo, sono quotati i principali titoli azionari di ogni Paese. E lì, anche se a volumi decisamente ridotti e poco significativi, che si vedranno i primi effetti della Brexit. Le tante analisi di questi ultimi giorni hanno previsto crolli del 20% per le Borse e anche del 30% per la sterlina. Al contrario, se Brexit non sarà, partiranno forti acquisti soprattutto sulle azioni del Vecchio Continente.
Per anticipare i trend e vegliare al meglio sull’operatività, le banche hanno attivato piani speciali. Unicredit manterrà un presidio operativo nella notte. Anche Banca Imi, braccio più operativo di Banca Intesa, lascerà le luci accese nella notte tra giovedì e venerdì. Non tutti saranno presenti in ufficio. Sarà sveglio un nutrito gruppo di persone con lunga esperienza sui mercati e sarà pronto a valutare la situazione. Altrettanto faranno i tanti altri nomi della finanza su Milano, fino alle banche più piccole e alle società di gestione del risparmio. Pictet Asset Mangement, per esempio, avrà un presidio pronto nelle sale milanesi del suo team operativo. Così come pure Banca Albertini Syz. Tutti pronti a comprare o a vendere. Il film lo abbiamo già visto molte volte. Mai però c’era stata un’attesa così grane. Speriamo che ci sia un lieto fine.

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