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Dic 04

La disumana Ue di Elżbieta

SPECIALE EUROPA

Fonte: La Stampa

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La polacca Bienkowska, necommissario Ue all’Industria, trova che la burocrazia di Bruxelles sia peggio di quella di Varsavia. “Ci vuole troppo per tutto”. Ma “questo sistema non mi spezzerà”

Elżbieta Bienkowska, da poco più di un mese commissario Ue con l’importante portafoglio Industria e Mercato Interno, non è contenta della sua Europa “disumana”. La stampa polacca riferisce di alcune sue riflessioni al vetriolo su Bruxelles e la sua bolla.

 “Mi sento bene in Polonia – ha detto –. La nostra amministrazione è meglio di quella europea: l’apparato è immenso, la gente lavora qui da troppi anni, l’amministrazione è come quella polacca negli anni Novanta e peggio di quella di oggi”.

L’inizio “è stato difficile”, ha aggiunto: “Non riesco ad adattarmi e il sistema non si adatta a me. Ci vuole troppo tempo per fare tutto”. E ancora: “In questi palazzi e corridoi uno sente riecheggiare le parole del Papa quando parla dell’Europa disumana”.

Dimissioni? Non se ne parla. “Sono una persona combattiva e questa amministrazione non mi spezzerà”.

La signora Bienkowska una idea di cosa l’attendeva doveva pur averlo. Classe 1964, nativa di Katowice, casacca popolare, era funzionaria esperta di fondi strutturali dell’Unione europea prima di accedere al Governo polacco: prima come ministro dello sviluppo regionale nel primo governo presieduto da Donald Tusk, dal 2007 al 2013, poi come Vice-primo ministro e ministro delle infrastrutture e dello sviluppo, dal 2013 al 2014.

Se il buongiorno si vede dal mattino, stasera ci sarà tempesta.

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