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Set 26

La crisi mette a dieta gli italiani. Otto su dieci mangiano cibo scaduto

SPECIALE CRISI ECONOMICA

Fonte: La Stampa

economia

Secondo l’Istat vendite dei prodotti alimentari ancora in calo a luglio e con una previsione di -2,5% per il 2014. E con la caccia al risparmio “boom” dei discount. Il Codacons all’attacco del governo: «Il bonus degli 80 euro di Renzi è stato un flop colossale»

Il Paese scivola in deflazione e gli italiani stringono la cinghia. Non solo metaforicamente: nella patria del buon cibo si mangia sempre meno, e sempre peggio. A rivelarlo sono le ultime indagini dell’Istat e di Coldiretti, che confermano il trend negativo del commercio, anche dei generi alimentari di prima necessità. Crescono solo i discount, dove il prezzo scende (ma anche la qualità). E ormai gli italiani si accontentato persino dei prodotti scaduti, pur di risparmiare e non buttare via nulla.

I dati delle vendite erano già calati negli ultimi mesi. Luglio non ha fatto eccezione, segnando un’ulteriore contrazione dello 0,1%. I numeri diventano più preoccupanti sul lungo periodo: dall’inizio del 2014 il calo è dell’1,1% e la proiezione annua è di -2,5%. Una vera e propria «emergenza nazionale» per il Codacons: «E’ la dimostrazione che gli italiani sono ormai a dieta forzata. Non hanno nemmeno più le risorse necessarie per acquistare beni primari come il cibo», spiega il presidente Carlo Rienzi.

Ancor più allarmante l’esito della ricerca pubblicata dalla Coldiretti (in collaborazione con Ixe), secondo cui il 47% delle famiglie taglia sul cibo. La ricerca del risparmio avviene in varie maniere, come ad esempio con la preferenza per prodotti low-cost e sottomarca. Non a caso, dalla crisi che colpisce grande ma soprattutto piccola distribuzione (rispettivamente -1,7% e -4,2%) si salvano solo i discount, che come conseguenza registrano addirittura un saldo positivo dell’1,7%. Ormai sono circa tre milioni le famiglie che li frequentano abitualmente.

Più in generale, gli italiani hanno tagliato tutti gli alimenti che costano di più. Tra i più sacrificati l’ortofrutta (calata del 23%) ed in particolare le varietà più pregiate, carne e pesce. Ma il risultato più estremo del fenomeno è sicuramente l’aumento del consumo di prodotti andati a male: secondo il rapporto di “Waste watcher knowledge for Expo”, dall’inizio dell’anno ad otto italiani su dieci è capitato di mangiare del cibo scaduto. Una percentuale in aumento rispetto al 2013, e del 18% anche rispetto ai primi cinque mesi del 2014. Tutti numeri che portano il Codacons ad attaccare il governo: «I dati su vendite e consumi di luglio confermano che il bonus degli 80 euro di Renzi si è rivelato un colossale flop. Nemmeno i saldi estivi sono riusciti ad avere il benché minimo effetto sul commercio», denuncia il numero uno dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi.

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