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Set 07

La Corte di giustizia Ue dà ragione all’Italia: giusto redistribuire i migranti

Fonte: La Stampa

di Franco Olivo

Respinto il ricorso di Slovacchia e Ungheria. Budapest: “Oltraggioso”. Ma il piano procede a rilento

Redistribuire i migranti all’interno dei Paesi Ue è un diritto. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia dell’Unione europea respingendo i ricorsi di Slovacchia e Ungheria che avevano cercato di fermare le cosiddette “relocation” dei richiedenti asilo da Italia e Grecia e che fino a oggi non hanno accolto nemmeno un profugo. Nella sentenza, i giudici spiegano che «il meccanismo contribuisce effettivamente e in modo proporzionato a far sì che la Grecia e l’Italia possano far fronte alle conseguenze della crisi migratoria del 2015». Una decisione duramente contestata da Budapest che ha definito la sentenza «oltraggiosa e irresponsabile».
La redistribuzione decisa dal Consiglio europa era stata ostacolata oltre che da Slovaccha e Ungheria anche dalla Repubblica Ceca e Romania. Il Gruppo di Visegrád, l’alleanza dei Paesi dell’Europa nord orientale, si era opposto per ragioni politiche, ma anche procedurali e giuridiche, il Consiglio, secondo la loro tesi, non avrebbe avuto i poteri per imporre l’accoglienza dei profughi.
Nel procedimento davanti alla Corte, la Polonia è intervenuta a sostegno della Slovacchia e dell’Ungheria, mentre Belgio, Germania, Grecia, Francia, Italia, Lussemburgo, Svezia e la Commissione europea sono intervenuti a favore del Consiglio Ue. Con la sua odierna sentenza, la Corte ha respinto integralmente i ricorsi proposti da Slovacchia e Ungheria.

Quanti sono
Il programma di ricollocamento dei richiedenti asilo dall’Italia continua a procedere ma molto più lentamente del previsto.
Al 28 agosto (data dell’ultimo aggiornamento del Viminale), i migranti effettivamente ricollocati sono solo 8.220, di cui 7.457 adulti, 743 minori e 20 minori stranieri non accompagnati. Diciannove i Paesi di destinazione: nell’ordine, Germania (3.215), Norvegia (816), Svizzera (779), Finlandia (755), Paesi Bassi (714), Svezia (513), Francia (330), Portogallo (302), Belgio (259), Spagna (168), Lussemburgo (111), Malta (47), Romania (45), Slovenia (45), Cipro (34), Lettonia (27), Lituania (27), Croazia (18) e Austria (15). Ungheria e Slovacchia, i due Paesi che avevano presentato il ricorso respinto oggi, non hanno sinora accettato di ospitare alcun richiedente asilo.

Le reazioni
Il commissario europeo Dimitris Avramopoulos è soddisfatto: «La Corte di giustizia Ue ha confermato la validità dello schema dei ricollocamenti. È tempo di lavorare nell’unità e attuare in pieno la solidarietà». «La solidarietà non è a senso unico. Ora bisogna andare avanti con i ricollocamenti e con le procedure d’infrazione», aggiunge il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.
Positivo anche il commento di Amnesty International: «Nessun Paese si può sottrarre alle proprie responsabilità sui profughi. Slovacchia e Ungheria hanno cercato di evitare il sistema di solidarietà Ue, ma ogni Paese ha il proprio ruolo nella protezione delle persone in fuga da guerre e persecuzioni» dice Iverna McGowan.

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