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Set 03

Iscritti contro elettori paradossi democratici

Fonte: Corriere della Sera

di Sabino Cassese

Se la decisione dei parlamentari di formare un governo con il Pd venisse smentita dal voto sulla piattaforma Rousseau, si produrrebbero conseguenze paradossali


«L’ultima parola spetta agli iscritti». Quindi, oggi gli iscritti-certificati al M5S (poco più di 100 mila persone) decidono se si fa il governo con il Pd. Se la risposta sarà positiva, la decisione dei gruppi parlamentari del Movimento, regolarmente comunicata al presidente della Repubblica, sarà confermata. Se, invece, la risposta sarà negativa, i gruppi parlamentari, smentiti dagli iscritti, dopo essersi pronunciati a favore della nuova formazione di governo, che faranno? Si dimetteranno? E il presidente della Repubblica, che ha fondato l’incarico a formare un nuovo governo sulla decisione dei gruppi parlamentari delle due forze politiche (M5S e Pd), che potrà fare? Revocherà l’incarico al professor Conte? Coloro che hanno deciso di avviare questa consultazione, a questo stadio della procedura di formazione del governo (e non prima che si pronunciassero i gruppi parlamentari), non si rendono conto della contraddizione in cui hanno cacciato il M5S.
I parlamentari del Movimento sono stati proposti all’elettorato dagli iscritti al Movimento (spesso con un numero esiguo di voti), ma sono poi stati eletti a furor di popolo, con circa 11 milioni di voti complessivi. Se la decisione dei parlamentari, comunicata al presidente della Repubblica, e quindi atto di una procedura pubblica, venisse smentita dagli iscritti, si produrrebbero le seguenti tre conseguenze paradossali. La volontà del maggior numero (i rappresentanti-delegati di 11 milioni di elettori del M5S) sarebbe cancellata da quella del minor numero (una maggioranza di 50-60 mila iscritti al M5S), smentendo le invocazioni populistiche del Movimento. I rappresentanti del popolo sarebbero smentiti dal partito, rinverdendo i fasti della migliore partitocrazia. La forza politica che invoca il popolo a ogni piè sospinto, lo metterà invece a tacere per dar voce ai propri esigui iscritti. Quando il capo politico del M5S smetterà di giocare con la democrazia?

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