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Gen 22

Il piano B per la Brexit, la difficile impresa di Theresa May

Fonte: Corriere della Sera

di Luigi Ippolito

La premier sembra essere sorda e cieca: la sua strategia è quella di fare qualche aggiustamento al piano già presentato, soprattutto per quanto riguarda la questione del confine nordirlandese. E riproporre al Parlamento la minestra così riscaldata, nella speranza che si convinca a trangugiarla


L’unica novità Theresa May l’ha offerta ai cittadini europei: quando ha annunciato l’eliminazione della tassa di 65 sterline (circa 75 euro) per ottenere il diritto alla residenza permanente in Gran Bretagna. Una sorpresa per tutti, visto che la registrazione si è aperta ieri e il sito del ministero dell’Interno ancora riportava la necessità di versare il balzello. Per il resto, la premier britannica, nel suo discorso di ieri a Westminster, assomigliava sempre più a Bill Murray in «Ricomincio da capo», dove il protagonista è condannato a ripetere sempre la stessa giornata: tanto che il leader laburista Jeremy Corbyn ha esplicitamente citato il film nella sua replica. E questo perché il Piano B sulla Brexit che la May avrebbe dovuto presentare ieri ai deputati era in realtà sempre il piano A, lo stesso che i deputati hanno sonoramente bocciato la scorsa settimana.
Ma la premier sembra essere sorda e cieca: la sua strategia è quella di fare qualche aggiustamento al piano, soprattutto per quanto riguarda la questione del confine nordirlandese. E riproporre al Parlamento la minestra così riscaldata, nella speranza che si convinca a trangugiarla. Ma non si vede come questo possa succedere nel breve termine: e intanto la clessidra continua a scorrere, con la Brexit fissata inesorabilmente alla mezzanotte del 29 marzo. Ancora ieri la May si è rifiutata di escludere a priori un no deal, ossia una uscita di Londra dalla Ue senza alcun accordo: mentre ha di nuovo escluso la possibilità di convocare un secondo referendum. Dunque, continua a dire, l’unica possibilità di evitare l’abisso resta quella di approvare il suo piano, per quanto indigesto. Nei prossimi giorni la premier proverà a ottenere da Bruxelles qualche rassicurazione da vendersi in patria: dai polacchi è arrivata ieri una mezza apertura, ma è stata subito silurata dagli altri 27. E la Brexit appare sempre più come un treno lanciato a folle corsa verso il precipizio.

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