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Mag 21

Green Deal, l’Ue vuole etichette più chiare e meno pesticidi

Fonte: Rai News

Bruxelles punta rendere bio il 25% dei terreni agricoli entro il 2030 e stanzierà 20 milioni l’anno a tutela della natura e dei consumatori. Si comincia da indicazione di origine e valori nutrizionali degli alimenti – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/unione-europea-green-deal-obiettivo-2030-07d6d1ea-e5f8-444e-8dfe-bb0ae47bc12e.html


Estensione dell’obbligo di etichette con l’indicazione dell’origine degli alimenti e informazioni sul loro valore nutritivo; dimezzamento dei pesticidi e degli antibiotici usati nei campi e negli allevamenti; stanziamento di 20 miliardi l’anno a tutela della natura. Sono questi i principali obiettivi per il 2030 delle strategie sulla biodiversità e sul sistema agroalimentare presentate oggi dalla Commissione Ue nell’ambito del Green Deal. L’insegnamento della pandemia “Il Coronavirus ha dimostrato quanto siamo vulnerabili e quanto sia importante recuperare il rapporto tra uomo e natura”, ha detto il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans presentando le due strategie che sono “il cuore del Green Deal”. Bruxelles vuole portare a coltivazione bio il 25% dei terreni agricoli. L’agenda legislativa Per raggiungere questo e altri numerosi obiettivi che la Commissione fissa al 2030, l’Esecutivo ha presentato un’agenda di iniziative legislative. Nel 2022 sono previste due proposte sull’etichettatura, una per l’indicazione di origine obbligatoria degli alimenti, l’altra per informazioni chiare e leggibili sul loro valore nutrizionale. Inoltre, la Commissione si propone di tagliare l’uso dei pesticidi del 50% e dei fertilizzanti del 20%, di trasformare il 10% delle terre agricole Ue in elementi di paesaggio collegati tra loro, di istituire aree protette sul 30% delle terre e dei mari Ue. In particolare, si pensa di sottoporre il 10% dei mari dell’Unione a vincoli stringenti come il divieto di pesca. E ancora, di piantare tre miliardi di alberi, di dimezzare le vendite di antibiotici agli allevamenti e agli impianti di acquacoltura, di ‘liberare’ 25mila chilometri di fiumi dalle barriere artificiali.

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