«

»

Dic 04

Gli Usa, il caso Trump e i rischi della «via legale»

Fonte: Corriere della Sera

di Sergio Romano

Il successore di Obama è probabilmente inadatto al suo incarico, ma può contare su un considerevole seguito politico e ha molti partigiani che non accetterebbero una destituzione giudiziaria. Per eliminare un presidente in carica senza alimentare tensioni civili, i voti sono molto più efficaci delle sentenze


Esiste negli Stati Uniti un partito, non esclusivamente composto dalla opposizione democratica, che vuole sbarazzarsi di Trump per vie legali. Molti pensano a una possibile incriminazione (impeachment) e sperano di trovare buoni argomenti nei rapporti che il presidente avrebbe stretto con personalità russe durante la sua campagna elettorale. Altri sperano che la soluzione legale del «caso Trump» venga dalle indagini di un inquirente straordinario («special counsel»), designato dal Dipartimento della giustizia. Nell’esercizio delle sue funzioni questo Grande inquisitore (Robert Mueller, un ex direttore di Fbi, l’Ufficio federale di sicurezza) dispone di un’arma particolarmente efficace, soprattutto nel mondo della politica. Può negoziare con l’inquisito l’atto di accusa con cui verrà tradotto in giudizio. Se prometterà di collaborare all’indagine e permetterà agli inquirenti di allargare considerevolmente la cerchia dei sospetti, l’atto di accusa sarà relativamente mite e gli consentirà di cavarsela con la più lieve delle pene possibili.
Il generale Michael Flynn, (per un brevissimo periodo consigliere di Trump per la sicurezza nazionale), non ha resistito. Minacciato di indagini che avrebbero scavato nel suo passato e scoperto verosimilmente, insieme ad altre menzogne, qualche peccato fiscale, Flynn ha confessato una bugia. Quando negli scorsi mesi, rispondendo a una domanda del Fbi, aveva dichiarato di non avere incontrato l’Ambasciatore di Russia durante il periodo di transizione tra le due presidenze, ha mentito. In una situazione in cui il problema dei rapporti del Presidente con la Russia è diventato una questione nazionale, la confessione di Flynn, per coloro che vogliono incriminare il capo dello Stato, è un primo successo.
Trump è molto vulnerabile. E’ stato uno spregiudicato uomo d’affari. Ha un passato costellato di bancarotte e azioni legali. Ha probabilmente avuto rapporti d’affari con personaggi non meno spregiudicati della finanza russa. E ha il vizio, in questo momento particolarmente nocivo, di ostentare una volgare mascolinità. Ma nelle accuse che gli vengono mosse, per il momento, sembrano esservi più sospetti che fatti. L’incontro riservato con l’ambasciatore di una grande potenza non può essere considerato, di per sé, una colpa. La crisi dei missili cubani nel 1962 non sarebbe stata risolta pacificamente se non vi fossero stati incontri segreti di Robert Kennedy, fratello del presidente, con l’ambasciatore dell’Urss a Washington, Qualcuno sospetta l’esistenza di un partito preso che rischia di paralizzare la diplomazia americana.
Alan Dershowitz, un avvocato americano noto per le sue qualità professionali e le sue posizioni liberali, ha scritto recentemente sulNew York Times che negli Stati Uniti è in corso da qualche anno un preoccupante processo di criminalizzazione della politica. Anziché battersi nei seggi elettorali, i partiti si combattono nelle aule di giustizia con i codici e le indagini giudiziarie. Quello che sta accadendo a Trump , scrive Dershowitz, è accaduto ai coniugi Clinton e accadrà probabilmente a Bernie Sanders (il rivale democratico di Hillary Clinton) Gli italiani conoscono queste situazioni A giudicare da ciò che è accaduto in Italia all’epoca di Mani pulite, questa criminalizzazione della politica ha altre pericolose ricadute. Diffonde la convinzione che la democrazia sia marcia, giova ai movimenti populisti e finisce per assegnare ai magistrati funzioni e compiti che dovrebbero appartenere alla politica . Trump è un personaggio inquietante e probabilmente inadatto al suo incarico, ma può contare su un considerevole seguito politico e ha molti partigiani che non accetterebbero una destituzione per via giudiziaria. Per eliminare un presidente in carica senza alimentare tensioni civili, i voti sono molto più efficaci delle sentenze.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>