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Nov 12

Giorgetti: “La riforma costituzionale non si può rinviare, poi il voto”

Fonte: La Stampa

All’evento “Metamorfosi” dell’HuffPost a Milano il dibattito tra il vice segretario della Lega e il sindaco Giuseppe Sala: «Sono d’accordo, non possiamo più permetterci un governo all’anno»

«La riforma istituzionale non è più rinviabile». Il Richelieu della Lega Giancarlo Giorgetti, come lo definisce Lucia Annunziata all’evento “Metamorfosi” dell’HuffPost a Milano con il sindaco Giuseppe Sala, premette di non aver chiesto il permesso a Salvini, ma «dico agli avversari: mettiamoci a un tavolo, facciamo una riforma costituzionale, eventualmente anche elettorale e poi andiamo a votare».
Torna alla memoria il precedente di Renzi: «Lui aveva proposto alcune modifiche buone e altre meno – ricorda Giorgetti -, ma ora bisogna guardare avanti: senza riforme e magari col proporzionale questo Paese è spacciato».
Seguendo il rito ambrosiano Sala risponde pragmaticamente alla proposta: «Sono d’accordo. Anch’io vedo la necessità di una costituente e le persone di buona volontà dovrebbero chiederla. Non possiamo più permetterci un governo all’anno. Sarebbe bello mettersi a un tavolo e davanti alle gravità dei problemi buttare giù qualche muro».
Il rischio che Giorgetti intravede è quello di una maggioranza che voglia durare a tutti i costi pur di eleggere il successore di Mattarella. «Un governo che avesse un progetto e una visione, che pur io non condividerei, sarebbe una cosa – chiarisce l’ex sottosegretario -, ma all’orizzonte ci sono tre anni di immobilismo per impedire a Salvini di andare al potere. E questo non ce lo possiamo permettere, anche se noi prenderemo volentieri i consensi che ci arriveranno per il disgusto. La verità è che se la Lega continua a vincere le amministrative rafforza il governo nel suo intento, ma non è una situazione normale».
Annunziata domanda poi a Giorgetti del Salvini che pensa a Draghi presidente della Repubblica e va a trovare Liliana Segre: «Fa bene. Dall’esperienza di governo alcuni errori li abbiamo capiti. Chiaramente è un percorso che non si improvvisa, ci vuole tempo».
E da fuori le repliche all’idea di Giorgetti non tardano ad arrivare. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà (M5S) assicura: «Ascolterò le proposte di Giorgetti, ma all’Italia serve stabilità». Matteo Renzi twitta: «Proposta saggia. Italia viva c’è». Mentre paradossalmente Salvini si dice «impegnato in temi molto più concreti, l’idea è interessante in prospettiva, ma incontrando gli italiani, dalla Calabria alla Romagna, mi chiedono meno tasse e meno burocrazia oggi, dunque delle riforme istituzionali me ne occuperò più avanti».

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