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Lug 13

Gentiloni a Macron: non si può fare differenza tra migranti economici e chi fugge dalle guerre

Fonte: La Stampa

di Monica Perosino

A Trieste il trilaterale con il presidente francese e Merkel. L’appello del premier italiano: l’accoglienza non può pesare solo su alcuni Paesi

E’ durata poco meno di un’ora l’incontro trilaterale tra Gentiloni, Merkel e Macron convocata dal premier italiano a margine del vertice sui Balcani in corso a Trieste. Al centro dei colloqui, ancora una volta, il nodo dell’immigrazione. La trilaterale è stata più che altro una bilaterale, con Gentiloni e Merkel impegnati in mezz’ora di colloqui in attesa dell’arrivo di Macron, che ha partecipato all’incontro per meno di dieci minuti.
Al termine dei colloqui, inaugurando la seconda parte del summit sui Balcani, Gentiloni ha ribadito la necessità di avere «un’Unione europea più coesa e più forte, come garanzia di stabilità e pace: occorre lavorare per una politica migratoria comune. L’Italia – ha aggiunto – continuerà a fare la sua parte su soccorso e accoglienza ma allo stesso tempo si batte perché la politica migratoria non sia affidata solo ad alcuni Paesi».
Ancora una volta Angela Merkel ha elogiato l’Italia «per aver fatto cose fantastiche con i migranti. Siamo solidali con gli italiani». La cancelliera tedesca punta l’attenzione sulla necessità di stabilizzare la situa in libia «per un trattamento più degno delle persone e contro i trafficanti di esseri umani».
Nel lungo intervento conclusivo Macron ha accennato alla solidarietà all’Italia e ha ammesso che la Francia «non ha sempre fatto la sua parte, ma che sta accelerando i processi per il diritto d’asilo e l’accoglienza». Come ha anticipato questa mattina il primo ministro Edouard Philippe a Parigi, anche il presidente francese ha ribadito: «Non possiamo accogliere chi vuole venire in Italia per motivi economici, non hanno gli stessi diritti di chi fugge dalla guerra».
Gentiloni ha poi replicato a Macron, che fa differenza fra migranti economici e profughi in fuga dalle guerre: «La distinzione è legittima, è la legge. Ma la Francia non può ignorare la realtà delle grandi migrazioni provocate dalle guerre – e che quindi hanno diritto all’asilo – e quelle provocate da disastri economici e ambientali. Non si può fare soccorso europeo nel Mediterraneo e poi lasciare l’accoglienza solo all’Italia».

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