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Gen 19

Gentiloni a Berlino boccia la rigidità europea

Fonte: La Stampa

Paolo Gentiloni

Incontro con Angela Merkel, si punta sulla collaborazione tra i due Paesi

Il messaggio dell’Italia oggi ai tedeschi non poteva essere più chiaro: non è il momento per scontrarsi in Europa gli uni con gli altri, «bisogna lavorare insieme, lavorare zusammen», si è spinto a dire in tedesco il primo ministro Paolo Gentiloni, perché il concetto fosse meglio evidente e chiaro per tutti. Ed è stato questo il fil rouge degli interventi che si sono succeduti oggi al forum economico italo-tedesco, nella sede del ministero dell’Economia e dell’Energia guidato da Sigmar Gabriel, dopo l’aspra polemica scaturita dall’iniziativa del ministro dei Trasporti Alexander Dobrindt, esponente della Csu bavarese, che nei giorni scorsi ha chiesto all’Europa di farsi garante del ritiro dei modelli Fiat che violerebbero le regole sulle emissioni.
Un attacco che arriva proprio nel momento sbagliato, nella prospettiva italiana. «Non è l’anno in cui dobbiamo puntare il dito ciascuno sulle debolezze degli altri», ha detto il ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda. «Quello che abbiamo avanti a noi è un anno difficile, in cui dobbiamo combattere insieme i populismi. Se saremo sconfitti, l’Europa non avrà più la possibilità di ripensarsi e di trovare il senso del suo percorso». E l’esortazione a una maggiore armonia fra paesi fondatori si traduce in una proposta concreta: Calenda, forte anche dell’asse col collega socialdemocratico Gabriel che ora chiede una «svolta» in Europa – dopo aver puntato esclusivamente sul consolidamento dei bilanci occorre fare di più per investimenti e crescita, ha detto – ha chiesto di sostituire le bilaterali economiche che la Germania promuove con Francia e Italia (con quest’ultima è la prima quest’anno) con un format a tre, per affrontare meglio le sfide comuni. E Gabriel e Merkel hanno dato un ok immediato.
I temi che andranno messi rapidamente sul tavolo nell’Ue, per Calenda, sono diversi: «riportare la politica industriale prepotentemente in Europa», migliorando l’accesso alle risorse e insistendo di più su questo anche a Bruxelles; rafforzare la politica di difesa commerciale, «gli Usa lo faranno»; «difendersi meglio dai meccanismi scorretti», portare avanti gli accordi di libero scambio, e certamente puntare anche sulla digitalizzazione, cavallo di battaglia della programmazione tedesca.
Anche il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, sollecitato a margine dai giornalisti italiani, ha commentato: «Mi sembra che le parole di Calenda siano significative: dobbiamo evitare di fare una guerra fra noi perché la partita è fra noi e altri, e non fra paesi d’Europa, né tra industrie d’Europa. Questo è il metodo che dovremmo fare nostro nell’interesse d’Europa». Parole che andranno innanzitutto tradotte in bavarese.

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