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Ott 10

Fico: «Bisogna abbassare i toni nell’interesse di tutti»

Fonte: Corriere della Sera

di Emanuele Buzzi

Il presidente della Camera: auspico un dialogo con l’opposizione

Presidente Fico, lo spread vola e i mercati oscillano. Secondo lei la stabilità italiana è a rischio?
«La stabilità del nostro Paese non è in discussione. Siamo una repubblica democratica forte e coesa. Questo l’ho detto anche a tutti gli interlocutori europei che ho incontrato a Bruxelles».I toni forti usati ai vertici del governo, a partire dai vicepremier, hanno contribuito a inasprire il clima?
«In queste ore Conte e Tria hanno detto che serve affrontare i contenuti e andare oltre lo scontro le cui cause non mi sfuggono. Per questo ho parlato della necessità di abbassare i toni: è interesse dell’Italia come dell’Europa».

Ha ragione Di Maio a dire che a maggio non ci sarà più nessuno di loro?
«Sono convinto che le elezioni europee del prossimo anno cambieranno in modo significativo il quadro».

Dalla Lega qualcuno dice che ha incontrato delle «mummie»…
«Sono i vertici della commissione con cui lo stesso governo tiene un’interlocuzione. Da presidente della Camera mi confronto da istituzione con le istituzioni».

Pensa che ci possa essere un dialogo con Juncker, Moscovici e i vertici Ue? Cosa vi siete detti?
«Ho fatto loro presente il sentire che c’è nel Paese, dicendo che l’Unione deve tornare a essere comunità. Questa Europa deve cambiare per sopravvivere. Basta parlare di austerity, bisogna ragionare su cosa serve per crescere e appianare le diseguaglianze fra persone e fra Paesi».

E come?
«Per esempio mettendo al centro la lotta alla povertà. Solo in Italia ci sono cinque milioni di poveri. Anche loro sono europei. E comunque i poveri non ci sono solo in Italia, è un tema europeo».

Con Juncker ha parlato di Giulio Regeni. Sul suo caso che cosa ha sbagliato l’Europa?
«La morte di Giulio è stata affrontata come un problema fra Italia ed Egitto, ma lui era un ricercatore europeo. L’Europa è stata troppo debole: non è stata solidale. Juncker mi ha assicurato che tornerà a parlarne col presidente Al Sisi».

Si è detto che lei è in missione da mediatore istituzionale: che possibilità ci sono che l’Europa e il governo trovino un punto di incontro?
«Sono assolutamente fiducioso perché è interesse comune».

Ha incontrato anche i capigruppo europei…
«Sì, sono stati incontri conoscitivi, utili. Con loro ho discusso di quello che deve essere il futuro dell’Unione».

Giovedì il Def approda in Parlamento. Ci sono secondo lei motivi per ritocchi in Aula?
«Spetterà al Parlamento decidere. Poi ovviamente seguirà il più articolato dibattito sulla manovra».

Il ministro Savona dice che se lo spread sale la manovra può cambiare. Che ne pensa?
«Sono ragionamenti e scelte che spettano al governo».

A Genova, dopo gli applausi, lunedì c’è stata la prima protesta. Si è sbagliato qualcosa?
«Proprio in questi giorni la Camera sta esaminando il decreto su Genova. Credo che le istituzioni debbano stare vicine concretamente ai genovesi nel modo più veloce possibile».

Nel weekend del 20-21 ottobre ci sarà Italia 5 Stelle. È la prima con il Movimento al governo. Ci andrà? Che cosa si aspetta?
«Sarà una bella emozione essere presente da presidente della Camera».

Le opposizioni promettono battaglia sui prossimi decreti. Lei permetterà l’utilizzo di strumenti che impediscano il dibattito come ghigliottine o tagliole?
«Non l’ho mai fatto e non ho intenzione di farlo. Mio compito è quello di fare rispettare i regolamenti e ribadire la centralità del Parlamento. Ma devo dire che auspico che su tutti i provvedimenti ci sia un dialogo costruttivo fra maggioranza e opposizione. E mi lasci dire…».

Dica.
«Dal confronto tra maggioranza e opposizione sono state fatte alcune delle migliori leggi della passata legislatura come quella sugli ecoreati».

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