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Giu 16

Fed: tassi fermi con rischio Brexit, frena il Pil Usa

Fonte: La Stampa

Janet Yellen

«Aumento tassi solo graduale, ma il mercato del lavoro si rafforzerà»

La Fed lascia i tassi fermi. E, rivedendo al ribasso le stime di crescita americane per il 2016, non lascia intravedere quando la prossima stretta potrebbe verificarsi. Un’impasse quindi per la banca centrale americana, che appare all«angolo», stretta fra lo stato dell’economia americana e le incertezze globali. Un’incertezza sulla prossime mosse che si riflette sulle stime interne alla Fed sull’andamento dei tassi: se la media resta di due aumenti del costo del denaro quest’anno, sale il numero di coloro che prevedono una solo stretta, e cala quello di coloro che ne attendono più di due. Ridimensionate le attese anche per il 2017 e il 2018. I tassi l’anno prossimo si attesteranno all’1,625%, meno dell’1,875% previsto in marzo. Nel 2018 saranno al 2,375%, al di sotto del 3% stimato in precedenza.
«Tutte le riunioni sono aperte» afferma Janet Yellen rispondendo a chi le chiedeva indicazioni su una tempistica di aumento dei tassi. «Lo stato dell’economia garantisce solo aumenti graduali dei tassi» aggiunge Yellen, sottolineando che nella situazione attuale è «appropriato» mantenere un approccio «cauto» nella politica monetaria. La Fed quindi assicura di monitorare da vicino l’andamento dell’inflazione e degli sviluppi mondiali. E sono proprio questi ultimi a spingere la Fed alla cautela.
L’incertezza sul referendum della Brexit «è uno dei fattori che ha pesato sulla decisione» di mantenere invariato il costo del denaro, afferma Janet Yellen, sottolineando che un’eventuale addio della Gran Bretagna all’Unione Europea potrebbe avere ripercussioni sull’economia e sulla finanza globale. Per un presidente della Fed si tratta di una inusuale ammissione sul fatto che la Fed, nelle sue scelte, considera anche il resto del mondo, non solo l’economia americana. Una tendenza che si è accentuata di recente, esponendo la Fed a non poche critiche. Molti osservatori ritengono infatti che la Fed sbagli a guardare troppo all’estero, e la prova è l’attuale livello dei tassi di interesse che è inadeguato per lo stato di salute dell’economia americana.
La Brexit ma anche la rallentata velocità del mercato del lavoro americano a fronte di un’accelerazione della crescita, spingono la Fed a rivedere al ribasso le stime di crescita per quest’anno al 2% dal +2,2% previsto in marzo. Rivista al rialzo invece l’inflazione all’1,4% dall’1,2% precedentemente stimato. Yellen avverte anche sul rischio del caro dollaro: può deprimere la crescita americana.

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