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Apr 07

Euronext-Borsa Italiana, il governo detti le condizioni

Fonte: Corriere della Setra

di Nicola Saldutti


l punto non è certamente soltanto la bandiera. Ma l’infrastruttura della Borsa, che al suo interno gestisce non solo il mercato azionario, il circuito Aim ma anche il Mercato telematico dei titoli di Stato. Il passaggio di controllo dal London Sock Exchange al gruppo Euronext è decisivo e delicato allo stesso tempo. Il gruppo, che gestisce in modo federale Parigi, Amsterdam, Lisbona, ha ribadito più volte la volontà di valorizzare il mercato italiano. Un impegno che ha già visto alcuni segnali, come la scelta, secondo gli accordi di governance siglati con Cdp, di affidare la presidenza di Euronext a Piero Novelli. Basterà a tutelare gli interessi strategici del nostro Paese?
Qui il punto non sono tanto i posti nel board, quanto il percorso che il piano industriale e di sviluppo prevede sia per il mercato azionario sia per la piattaforma sulla quale gira il debito pubblico italiano. Uno dei mercati più liquidi e più efficienti al mondo. Che ha consentito negli anni di gestire ogni tipo di situazione. È qui che sarà decisivo il ruolo dei due governi. Da M5s a Fratelli d’Italia è stato sollevato il rischio di una subalternità alla Francia. Una mozione di maggioranza invita il governo ad utilizzare i poteri speciali (il cosiddetto golden power). La Consob ha ribadito che Milano deve conservare un ruolo centrale.
Di recente il ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco ha incontrato il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire e certamente il dossier è stato affrontato. Sarà cruciale vedere quali saranno le condizioni indicate dalla Consob e Banca d’Italia, come era già accaduto per Lse. L’infrastruttura Borsa rappresenta infatti uno degli snodi fondamentali per lo sviluppo del Paese, per la crescita delle imprese che hanno bisogno di raccogliere capitali, e per la gestione del risparmio che dovrebbe essere indirizzato ad aiutare il sistema produttivo. Quindi ci saranno ragioni legati alle società coinvolte, nel pieno rispetto del Codice civile, ma anche interessi strategici (e la Borsa rientra tra questi).
Quale equilibrio verrà trovato rappresenta la cartina di tornasole del successo di questa operazione, che non può certo limitarsi ad essere un passaggio di consegne tra Londra e Parigi senza che Roma stabilisca le regole d’ingaggio. Una cosa è certa: l’investimento da 4,32 miliardi di Euronext sulla Borsa italiana si spiega proprio per la sua qualità. Sarà importante l’azione sia di Cdp e Cdp equity, che diventeranno post fusione soci paritetici dei francesi in Euronext, ma soprattutto del governo, per rafforzare il ruolo di Piazza Affari. Il progetto antico di creare una Piazza Finanziaria italiana competitiva ha, questa volta, un’occasione irripetibile.

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