«

»

Apr 22

Draghi: “Tassi anche più bassi almeno fino al 2017. Lavoriamo per l’euro non per Berlino”

Fonte: La Repubblica

di Giuliano Balestreri

Il numero della Bce replica alle critiche tedesche: “Abbiamo un mandato per mantenere la stabilità dell’Eurozona, non della Germania”. Confermato il quantitative easing da 80 miliardi: “Adesso ci concentriamo sull’acquisto di corporate bond. La crescita resta moderata, ma solida”

Tassi confermati ai minimi storici e stoccate alla Germania: “Lavoriamo per mantenere la stabilità dell’Eurozona, non di Berlino. Noi obbediamo alla legge non ai politici”. Musica e parole del presidente della Bce, Mario Draghi, al termine del board che ha lasciato fermo il costo del denaro: il tasso principale rimane così al minimo storico dello 0,00%, quello sui depositi bancari a -0,40% e quello di rifinanziamento marginale a 0,25%. “Resteranno a questi livelli o più bassi ancora a lungo, di certo oltre la fine del piano di acquisti nel settembre 2017” spiega il presidente della Bce che poi chiude le polemiche – per il momento – sull’ipotesi dell’helicopter money con la quale la Banca centrale avrebbe potuto scavalcare gli istituti di credito e mettere denari freschi direttamente nelle tasche dei cittadini, per rilanciare domanda e prezzi: “Prima di tutto, ci sono difficoltà tecniche e legali, ma la verità è che non ne abbiamo mai discusso”. D’altra parte per il governatore tedesco, Jens Weidmann, si tratta di un’ipotesi “assurda”.
L’appello ai governi. La mossa della Bce è quindi in linea con le attese degli analisti, che non si aspettavano variazioni dopo i tagli del 10 marzo scorso arrivati contestualmente al potenziamento degli stimoli all’economia con l’aumento del Quantitative easing a 80 miliardi di euro al mese. Misure con cui l’istituzione monetaria spera di sostenere la ripresa economica e in questo modo favorire una risalita dell’inflazione a livelli accettabili, laddove da mesi nell’area euro fluttua insidiosamente attorno allo zero. “Le politiche monetarie da sole non possono rilanciare l’economia, servono più sforzi nell’aumento della produttività e delle creazione di posti di lavoro” dice Draghi che poi aggiunge: “Gli sforzi devono arrivare dall’Unione europea, ma anche dai singoli Stati, servono le riforme strutturali. I tassi negativi funzionano e senza la politica monetaria avviata nel 2012, oggi l’inflazione sarebbe negativa e la crescita ancora più debole, ma negli ultimi anni abbiamo agisto quasi da soli”.
Quantitative easing. La Banca centrale europea, quindi, si concentra sugli acquisti di titoli del quantitative easing che da giugno comprederanno anche le obbligazioni societarie: “Tra gli asset rientreranno anche le assicurazioni, a patto che non siano controllate da banche. Gli acquisti continueranno fino a settembre 2017 o oltre. Le condizioni economiche sono migliorante, le operazioni funzionano, ma la situazione globale resta incerta e ci sono rischi al ribasso. Per questo la politica monetaria sarà accomodante fino a quando necessario” dice Draghi che aggiunge: “Continueremo a monitorare l’inflazione e useremo tutti i mezzi a nostra disposizione per migliorare la situazione”. Il governatore della Bce si aspetta comunque che la ripresa continui, grazie soprattutto alla domanda interna, “sostenuta anche dal calo del petrolio e da una politica fiscale resta lievemente espansiva”. Secondo Draghi l’inflazione potrebbe tornare negativa nei prossimi mesi, prima di crescere nella seconda parte dell’anno. A giugno, inoltre, partiranno le nuove aste Tltro2.
Germania. Sul fronte politico Draghi replica anche a chi gli chiede degli attacchi da parte della Germania sull’operato della banca centrale: “La Bce ha un mandato per l’intera Eurozona, non per la sola Germania”, il tono del governatore resta comunque quello della colomba senza lasciare spazio a polemiche che possano minare l’indipendenza dell’Eurotower. Draghi poi spiega che il ministro della Finanze tedesco Wolfgang Schauble ha ritrattato le parole con le quali accusava la Bce dell’exploit elettorale della destra anti-euro: “A tutti, però vorrei dire – spiega Draghi – che le politiche monetarie sono condivise e difesa dall’intero comitato. Per questo motivo se la vostra domanda è “un presidente non italiano si comporterebbe allo stesso modo”? Beh, la risposta è certamente sì. Scelte diverse non basterebbero, lo ha detto anche l’ex presidente Trichet. Gli attacchi che arrivano alla Bce hanno solo l’effetto di minare la fiducia dei cittadini, ritardando i consumi e l’effetto delle nostre politiche. Un altro tipo di dibattito, invece, sarebbe utile per spiegare meglio le nostre politiche. Noi comunque obbediamo alle leggi, non ai politici. La Bce è indipendente”.
Italia. Sull’Italia il numero uno dell’Eurotower si limita a un veloce passaggio dedicato al debutto del fondo Atlante: “Non lo abbiamo studiato ancora nel dettaglio, ma è un piccolo passo nella giusta direzione”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>