Draghi pensa a fisco progressivo. E incassa il sì da Pd, Lega e Forza Italia. Grillo a M5S: rinviamo voto su Rousseau

Fonte: Sole 24 Ore

Nuova giornata di consultazioni per il premier incaricato che incontra i partiti maggiori: sui vaccini più personale e priorità ad insegnanti e personale scolastico. Mercoledì 10 è il turno delle parti sociali


Al secondo giorno del nuovo giro di consultazioni Mario Draghi delinea il profilo della riforma fiscale per il suo programma di governo: un intervento all’insegna della «progressività», ha spiegato il premier incaricato alle delegazioni dei partiti che ha ricevuto a nella Sala dei Busti di Montecitorio.
Un’impostazione agli antipodi rispetto alla flat tax, sogno di Matteo Salvini, che però conferma il suo appoggio a un esecutivo guidato dall’ex presidente della Bce. Anche Silvio Berlusconi, tornato a Roma dopo quasi un anno, assicura il sostegno di Forza Italia al presidente incaricato e lo invita a decidere «in piena autonomia».
Dopo l’incontro di martedì 9 con le delegazioni di Pd, Iv, Leu, Fdi, Fi, Lega e M5s mercoledì 10 febbraio sarà la volta delle parti sociali. Presumibilmente dopo aver aspettato giovedì l’esito del voto degli iscritti M5S, Draghi salirà al Colle a sciogliere la riserva. Poi si concentrerà sulle priorità programmatiche da presentare al Parlamento, già anticipate alle delegazioni, e sulla lista dei ministri. C’è chi scommette su un giuramento venerdì e sulla fiducia delle due Camere nei primi giorni della prossima settimana.
La riforma fiscale ha detto il presidente incaricato nei suoi incontri con i gruppi parlamentari dovrà prevedere una rimodulazione delle aliquote e degli scaglioni all’insegna della “progressività” dell’imposizione. Ma Draghi avrebbe anche detto che la riforma non dovrà prevedere «nuove tasse o imposte» e che dovrà riuscire ad aggredire il male endemico dell’evasione fiscale.

Accelerare sui vaccini
Prende forma anche il cambio di passo che Draghi vuole imporre alla campagna vaccinale, consapevole che solo la sua riuscita consentirà al Paese di ripartire e di lasciarsi alle spalle le restrizioni. Un’accelerazione che il presidente incaricato ha ripetuto a tutti i partiti. In sintesi: più personale per vaccinare gli italiani, logistica adeguata in tutto il Paese per una somministrazione più rapida, priorità a insegnanti e personale scolastico, piattaforma digitale e call center per le prenotazioni e per avere in tempo reale l’andamento delle vaccinazioni.
Tutto ciò in virtù delle «notizie positive» che “a breve” arriveranno dall’Unione europea sui contratti con le case farmaceutiche: Bruxelles sta trattando per avere più dosi e quando ci saranno bisognerà farsi trovare pronti. Va rivista dunque la logistica, per aumentare la distribuzione nelle regioni, e vanno incrementati i “vaccinatori”, magari attingendo ai volontari della Protezione civile e alla sanità militare per accelerare le somministrazioni.

Salvini: da Draghi impegno a non aumentare le tasse
L’idea di un fisco progressivo è lontana dalla flat tax a lungo vagheggiata dal centrodestra e da Salvini in particolare. Ma il leader della Lega conferma comunque il suo appoggio al governo: «L’unica cosa che non vogliamo è l’aumento delle tasse. Se Draghi ci avesse detto sì a un aumento delle tasse, allora bastava tornare a Monti. Se invece dice no a qualsiasi nuova tassa né patrimoniale, anzi un tavolo per diminuire il carico fiscale, per me puoi chiamarla flat tax o Filippo, a me basta che ci sia» ha detto il segretario della Lega, dopo le consultazioni con il premier incaricato. Una svolta già sancita con il sì compatto del Carroccio al Parlamento europeo al Recovery fund.

Grillo: rinviamo il voto su Rousseau
Intanto nel Movimento 5 Stelle la tensione è alta in vista del voto di mercoledì e giovedì tra gli iscritti sulla piattaforma Rousseau che dovrà decidere sull’appoggio al governo Draghi. A sorpresa il garante Beppe Grillo si presenta con la delegazione Cinque Stelle per incontrare Draghi. Parla ai gruppi, in una riunione in cui mancano sia Luigi Di Maio che Giuseppe Conte. E, con ogni probabilità resterà a Roma almeno fino a mercoledì.
In un video Grillo prova a orientare gli scettici: Draghi, ha detto, «mi ha dato ragione su tutto, ma domani votare su queste robe» su Rousseau «no, aspettiamo un attimo. Aspettiamo lui che abbia le idee chiare, perché lui dirà cosa vuol fare». Poi una battuta: «Io mi aspettavo il banchiere di Dio, invece è un grillino, mi ha detto “io vorrei iscrivermi”».

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