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Dic 03

Dpcm, scuola e feste con i parenti i nodi da sciogliere. Stop spostamenti tra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio

Fonte: Sole 24 Ore

Il 25 e 26 dicembre e il primo gennaio non si potrà uscire neppure dal proprio Comune. Sulle persone da ospitare a cena o a pranzo a casa non arriveranno regole e divieti, ma raccomandazioni e l’invito a evitare di stare con persone non conviventi


Divieto di uscire dal proprio Comune a Natale e Capodanno. No ai viaggi verso le seconde case fuori Regione. Niente sci, niente crociere. Mentre dal 21 dicembre al 6 gennaio non ci si potrà più spostare neppure tra regioni gialle. Sono le misure della linea dura che il governo si appresta a proporre al Parlamento, in vista del varo del nuovo dpcm anti-Covid, che sarà in vigore dal 4 dicembre. E che resterà in vigore «sicuramente oltre l’Epifania» secondo quanto riferito dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. I ristoranti potranno restare aperti a pranzo, nelle zone gialle, il 25 e 26 dicembre e il primo gennaio.

Niente cenone negli hotel, resta il nodo scuola
Ma il governo ha deciso di inserire nel pacchetto di divieti anche quello di tenere aperti i ristoranti negli hotel la notte dell’ultimo dell’anno. Una scelta fatta dopo aver verificato che molti cittadini avevano prenotato stanze negli alberghi di tutta Italia con cena compresa. Un modo per aggirare i divieti di organizzare feste e cenoni. Resta il nodo scuola: manca una decisione sul rientro in classe prima di Natale («Nel prossimo Dpcm ci saranno misure per un graduale rientro a scuola al quale stiamo lavorando in queste ore» ha detto la ministra Azzolina). Sulle persone da ospitare a cena o a pranzo a casa non dovrebbero arrivare divieti sul numero massimo dei commensali, ma l’invito a evitare di stare a tavola con persone non conviventi.
Intanto, dopo la conferma della Valle d’Aosta in zona rossa e il no del Governo Conte all’apertura dello sci a Natale, è ancora scontro tra Roma e Aosta, dove oggi 2 dicembre il Consiglio regionale ha approvato una legge che rivendica l’autonomia rispetto ai poteri statali nella gestione dell’emergenza sanitaria del coronavirus. Norma che il Guardasigilli Alfonso Bonafede chiede di impugnare.

Le tensioni nel governo
Come confermato dal ministro della Salute Roberto Speranza nel suo intervento nell’aula del Senato sulle misure per l’emergenza Covid, nel prossimo dpcm l’intenzione del governo è di riconfermare l’impianto a tre colori per le regioni, con fasce arancioni, rosse e gialle, che «ha creato le condizioni per rimettere sotto controllo l’epidemia». L’obiettivo è portare entro metà dicembre tutto il Paese in fascia gialla, la meno rigorosa, ma rafforzata da divieti di mobilità e altre restrizioni valide per il periodo delle festività.

Un decreto legge per i divieti agli spostamenti tra regioni
Nella riunione notturna del Cdm è prevista solo l’approvazione di un Decreto legge per estendere fino a un massimo di 50 giorni le misure del Dpcm, che entrando in vigore il 4 non potrebbe andare oltre il 3 gennaio (il Dpcm ha di solito validità di un mese, ndr). Ma soprattutto per affidare a un provvedimento di rango superiore, qual è il decreto legge, il compito di limitare lo spostamento tra Regioni. Dal 21 dicembre al 6 gennaio non ci si potrà più spostare infatti neppure tra regioni gialle. Spostamenti vietati anche tra comuni nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 e del 1° gennaio 2021. Saranno permesse deroghe per ritornare ai luoghi di residenza e/o di domicilio (con esclusione delle seconde case ubicate in altra Regione). Restano le eccezioni per motivi di necessità, lavoro o salute. Secondo quanto previsto dal Dl, con i dpcm, nel periodo dal 21 dicembre al 6 gennaio, si potranno adottare misure restrittive per tutto il territorio nazionale indipendentemente dalle fasce di rischio caratterizzate dai diversi colori.

Sempre possibile tornare a casa propria
Il blocco degli spostamenti non impedirà comunque nel periodo natalizio di tornare a casa propria. È quanto emerge nella bozza del decreto legge Covid, composta da due soli articoli, che è sul tavolo del Cdm. Nel testo si legge infatti una formula che compariva già nei precedenti dpcm del governo: “È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”, con la sola esclusione delle seconde case.

Dpcm: bozza alle regioni dopo Cdm, firma entro giovedì sera
Il Dpcm con le nuove misure per il contrasto al contagio da Covid sarà approvato invece il 3 dicembre. La bozza dovrebbe essere inviata alle Regioni tra stanotte e domattina, perché abbiano tempo per formulare rilievi prima della firma del premier Giuseppe Conte, attesa nel pomeriggio del 3 dicembre ed essere pubblicato in Gazzetta ufficiale in serata o comunque entro la mezzanotte. Le misure saranno in vigore dal 4 dicembre.

Coprifuoco sempre alle 22
In tutto il periodo, compreso il Natale, resterà il coprifuoco dalle 22 e l’apertura dei negozi fino alle 21 per permettere di ‘spalmare’ la clientela lungo un arco di tempo più ampio possibile e ridurre il rischio di assembramenti. I centri commerciali saranno aperti nei fine settimana fino al 20 dicembre, ma chiusi nelle festività natalizie.

Impianti sciistici chiusi fino a gennaio
La messa di Natale – ma su questo valuta la Cei – dovrebbe svolgersi alle 20. Altri nodi restano da sciogliere e lo saranno solo dopo il confronto con il Parlamento e con le Regioni: qualcosa potrebbe cambiare. Ma ci sono alcuni punti fermi: gli impianti sciistici restano chiusi fino a gennaio (Francia e Germania dovrebbero fare come l’Italia, avrebbe detto il premier nel pomeriggio) e per evitare il contagio di ritorno da altri Paesi che hanno gli impianti aperti, dovrebbe esserci obbligo di quarantena. Le crociere dovrebbero subire uno stop, per evitare che le feste vietate a terra, si svolgano in mare.

Italia a tre colori
Confermato infine il sistema delle fasce, rossa, arancione e gialla in ordine decrescente di diffusione del contagio e di pressione sul sistema sanitario, con conseguenti misure più stringenti. L’obiettivo è portare entro metà dicembre tutto il Paese in fascia gialla, la meno rigorosa, ma rafforzata, appunto, da divieti di mobilità e altre restrizioni valide per il periodo delle festività.

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