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Apr 03

Dove finiscono le vostre tasse? L’11% serve a pagare il debito

Fonte: Corriere della Sera

di Mario Sensini

L’Agenzia delle Entrate prepara 30 milioni di lettere per i contribuenti. Dal welfare alla sanità ognuno potrà sapere quanto delle proprie tasse è servito a finanziare l’economia e i servizi pubblici.

«Gentile contribuente, ecco come lo Stato usa le tue tasse». Da metà aprile, quando sarà online anche la dichiarazione precompilata dei redditi del 2017, l’Agenzia delle Entrate «rivelerà» a ogni contribuente italiano come sono state utilizzate le imposte versate l’anno scorso. Che il 21% sia assorbito da pensioni e assistenza, il 10% dalla sanità, e poco meno dalla sicurezza non è certo un mistero, ma per gli italiani un conto è parlare dello Stato quasi come fosse un’entità astratta, un conto delle proprie tasche. Quanto meno sapranno quanti euro, di quelli che hanno guadagnato, gli sono costati i servizi della pubblica amministrazione, o la scuola.

«Consapevolezza»
«Contribuire alla propria comunità è essenziale», scrive l’Agenzia nella lettera personalizzata destinata ai contribuenti «ma riteniamo lo sia anche avere la consapevolezza, per rispetto del cittadino prima ancora che del contribuente, di come vengano utilizzate le risorse fiscali». Un ipotetico signor Rossi, che l’anno scorso ha versato 11 mila euro di imposte sui redditi del 2016, saprà ad esempio che 2.352 sono finiti per coprire le pensioni e l’assistenza, 2.139 sono andati a finanziare la spesa sanitaria, 1.219 gli interessi sul debito, 975 euro la difesa, la sicurezza e l’ordine pubblico, 921 euro la macchina della pubblica amministrazione.

Le tasse del signor Rossi
Ogni italiano saprà esattamente quanto ha pagato anche per i trasporti pubblici (il nostro signor Rossi ha speso 490 euro), la cultura (262 euro), la difesa del territorio (200), e quanta parte delle sue tasse sono finite direttamente alla Ue come contributo diretto di bilancio (296 euro degli 11 mila pagati di imposte in Italia). La lettera sarà accompagnata da una tabella con il dettaglio degli importi e da un grafico “a torta”, per avere anche visualmente l’idea di dove vanno a finire i soldi delle dichiarazioni dei redditi. «È un altro passo sulla strada di un fisco diverso, e un’operazione di verità e chiarezza. Il 2018 deve essere l’anno della semplificazione e di una nuova stagione per il fisco» dice il direttore dell’Agenzia, Ernesto Maria Ruffini.

Dal 16 aprile la precompilata
La nuova stagione del fisco «consapevole», e più facile grazie alla dichiarazione precompilata,non sarà comunque meno amara. Dal 16 aprile i contribuenti potranno accedere alla precompilata, che potrà essere elaborata e trasmessa a partire dal 2 maggio. Ma le scadenze fiscali di questo mese sono fittissime. Entro oggi, 3 aprile, i datori di lavoro dovranno consegnare i Cud a dipendenti e lavoratori autonomi. Entro il 6 aprile, invece, vanno comunicati i dati ai fini dello spesometro delle fatture emesse nel secondo semestre del 2017.

Le altre scadenze
Il 16 aprile, quando apparirà online la precompilata bisognerà provvedere ai consueti adempimenti periodici Iva, Irpef (versamento delle ritenute d’acconto per i sostituti d’imposta) e Inps. Entro il 30 di aprile imprenditori e titolari di partita Iva dovranno inviare telematicamente la dichiarazione 2018, che contiene diverse novità, dall’Iva di gruppo, allo split payment per le prestazioni effettuate a favore della pubblica amministrazione.

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