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Nov 29

Dl fisco:intesa su stretta appalti, soglia 200mila euro. Verso riduzione Iva su assorbenti bio

Fonte: Sole 24 Ore

L’approdo in Aula del provvedimento collegato alla manovra è previsto per la tarda serata di lunedì 2 dicembre. Dopo l’avvio della discussione generale il Governo conta di chiedere all’aula di Montecitorio il voto di fiducia per le ore 11 di martedì 3. Secondo il regolamento della Camera il voto di fiducia scatterebbe nelle 24 ore successive e dunque, salvo deroghe, per le ore 11 di mercoledì 4 dicembre

Trovata l’intesa nella maggioranza per rivedere le norme per il versamento delle ritenute negli appalti del decreto fiscale: la stretta, con l’obbligo di presentare l’F24 da parte del committente, scatterà sulle commesse che superano i 200mila euro. Saranno interessate dall’obbligo di attestazione delle ritenute le imprese ad alto impiego di manodopera. Attestazione che le imprese committenti potranno verificare rapidamente con i modelli di versamento (F24) riportate nel cassetto fiscale.
Rivisti anche i requisiti soggettivi che aprono la strada all’esclusione della stretta sulle ritenute. Saranno esentate dal nuovo obbligo le imprese che non hanno pendenze col fisco per importi superiori a 50mila euro e che sono attive da piu’ di tre anni. Due esimenti che dovranno coesistere. La nuova norma, che ora dovrà passare l’esame della Commissione Finanze della Camera, prevede espressamente anche il divieto di compensazione delle ritenute dovute per la manodopera impiegata nell’appalto o subappalto.
Via libera della commissione Finanze anche a un emendamento dei relatori che prevede solo uno scontrino ed elettronico quando si paga con carta di credito o bancomat. Semaforo verde anche a una proposta di modifica della Lega che contempla meno multe a chi non paga tasse locali (Imu e Tasi) e si ravvede. Grazie a un’altra proposta di modifica approvata, arriva un credito d’imposta del 30% per chi accetta pagamenti elettronici non solo con carte di credito, di debito o prepagate ma anche con altre forme di pagamento tracciabile come quelle effettuate con i cellulari o smartphone.
La maggioranza avrebbe raggiunto un’intesa per iniziare ad abbassare l’Iva sui prodotti femminili biodegradabili, che potrebbe ampliarsi anche a tutti quelli per l’igiene bio e, in futuro, magari anche alla generalità dei beni eco-compatibili.

Gualtieri: taglio tampon tax segnale a milioni di donne
Secondo quanto si apprende da fonti di maggioranza, in particolare, si sarebbe trovata l’intesa per ridurre dal 22% al 5% l’Iva ma solo sui prodotti “bio”. Alla ripresa dei lavori della commissione dovrebbe arrivare una riformulazione dell’emendamento M5S a prima firma Martinciglio, che al momento chiede di portare al 5% l’Iva sui prodotti «compostabili» per l’igiene femminile ma anche per anziani, neonati e disabili. L’intervento sarà limitato ai prodotti femminili. «Tagliata la #tampontax. L’IVA su tamponi e assorbenti compostabili e biodegradabili passa dal 22 al 5%. Un primo segnale di attenzione per milioni di ragazze e donne nel decreto fiscale su cui abbiamo lavorato con le deputate di maggioranza di Intergruppodonne». Così su Twitter il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. «All’interno del decreto fiscale sarà inserita una norma che prevede l’Iva agevolata al 5% per gli assorbenti compostabili – conferma il viceministro all’Economia Laura Castelli -. Si tratta di un grande risultato, cui abbiamo lavorato intensamente con il Parlamento in questi anni. Un segnale di civiltà, con una visione green. Sono molto contenta».

Ancora aperte le partite più delicate
I deputati torneranno a riunirsi domani mattina, 29 novembre, per votare gli emendamenti, con l’obiettivo di chiudere l’esame del provvedimento in giornata. Tra oggi ma più probabilemente domani dovrebbe arrivare un nuovo pacchetto di emendamenti di relatori e governo. Tra i capitoli ancora da affrontare la revisione della stretta sulle ritenute negli appalti e l’inasprimento delle pene per i reati tributari.

La tabella di marcia per l’esame del provvedimento
L’approdo in Aula del decreto fiscale è previsto per la tarda serata di lunedì 2 dicembre. Dopo l’avvio della discussione generale il Governo conta di chiedere all’aula di Montecitorio il voto di fiducia per le ore 11 di martedì 3. Secondo il regolamento della Camera il voto di fiducia scatterebbe nelle 24 ore successive e dunque, salvo deroghe, per le ore 11 di mercoledì 4 dicembre. Un incrocio quasi magico perché all’altro ramo del Parlamento nelle stesse ore, ma più credibilmente per giovedì 5 dicembre, potrebbe approdare all’esame dell’Aula di Palazzo Madama il Disegno di legge di bilancio, grazie ai saldi del decreto fiscale ormai blindati dal voto di fiducia e al testo di Montecitorio.

Credito d’imposta al 30% con pagamenti con forme tracciabili
Intanto il provvedimento è ancora all’esame della Commissione. Sì al credito d’imposta del 30% per chi accetta pagamenti elettronici non solo con carte di credito, di debito o prepagate ma anche con altre forme di pagamento tracciabile come quelle effettuate con i cellulari o smartphone. Con un altro emendamento dei relatori, per artigiani e commercianti che accettano pagamenti con le carte di credito non sarà più necessario adempiere agli obblighi fiscali, come la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica. Con l’introduzione della misura, si spiega nella relazione illustrativa, si punta a «semplificare gli adempimenti degli esercenti e di consentire l’utilizzo di un unico strumento tecnologico».

Meno multe a chi non paga tasse locali
Si ravvede Imu, Tasi o Tari per chi sbaglia arriva la possibilità di ravvedersi e beneficiare delle sanzioni ultrascontate. È quanto prevede un emendamento della Lega di Alberto Guameroli (Lega) approvato in commissione finanze alla Camera al Dl fiscale collegato alla manovra che estende ai tributi locali l’istituto del ravvedimento operoso, con sanzioni ultraridotte. Nel merito, il correttivo consente il ravvedimento degli omessi versamenti dei tributi locali anche oltre la data di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui viene commessa la violazione, senza prevedere una scadenza predeterminata. Resta confermata, come impedimento al ravvedimento operoso, l’avvenuta notifica al contribuente del provvedimento impositivo finale.

Via libera a riservatezza fatture servizi segreti
La commissione Finanze della Camera ha approvato l’emendamento del governo all’articolo 14 del dl fiscale per escludere le fatture elettroniche emesse ai servizi di sicurezza da quelle per le quali sono previsti particolari obblighi di conservazione, come quello che prevede vengano memorizzate per almeno otto anni. L’obiettivo è tutelare la riservatezza delle attività dei servizi segreti.

Assunzioni al Mef e in agenzia
Spunta un emendamento per assegnare al Mef risorse per aumentare i trattamenti economici per i “capi” del ministero, autorizzare nuove assunzioni all’Agenzia delle Entrate e delle Dogane e creare alla Ragioneria generale dello Stato un nuovo ufficio di ispettori sull’andamento del bilancio pubblico. Parte del Governo – secondo quanto anticipato dall’agenzia di stampa Public Policy – vorrebbe depositarlo al decreto fiscale, ma sul contenuto della proposta non c’è condivisione all’interno della maggioranza in quanto, fanno notare alcune fonti parlamentari, i ministeri sono da tempo soggetti alla spending review. Dunque, per ora, il testo rimane in sospeso.

Il correttivo
La proposta prevede ulteriori risorse per aumentare gli stipendi dei vertici e funzionari del ministero dell’Economia (in particolare il capo di gabinetto, il suo vice, il capo dell’ufficio di coordinamento legislativo, il capo della segreteria del ministro, il segretario particolare, i funzionari in regime di diretta collaborazione e gli altri dipendenti a tempo). In generale, l’emendamento prevede un aumento di 200mila euro per il 2019 e 1,2 milioni di euro per il 2020. Per il personale di diretta collaborazione, inoltre, è previsto uno stanziamento di 200mila euro per il triennio 2019-2021 e un milione a partire dal 2022. Per quanto riguarda la Ragioneria, l’emendamento in questione ripropone una misura che il Governo ha già tentato di approvare con il Dl Ministeri, ma che durante l’esame al Senato era stata ritirata. La norma prevede la creazione di un nuovo ufficio per il monitoraggio e la vigilanza della spesa pubblica con 2 dirigenti e 20 ispettori, che saranno selezionati con un concorso ad hoc. Non solo, altri due dirigenti andranno al Dipartimento delle finanze e uno al Dipartimento del Tesoro. «Il governo delle tasse sulla plastica e sullo zucchero è pronto a portare una proposta per lo stanziamento di risorse per aumentare gli stipendi dei vertici e dei funzionari del ministero dell’Economia», attacca il deputato della Lega Massimo Garavaglia, ex viceministro all’Economia e finanze.

Fonti Mef: nessun aumento vertici e funzionari
In serata fonti del ministero dell’Economia chiariscono che l’emendamento sulle strutture del Mef, in preparazione per il decreto fiscale, «non aumenta né potrebbe aumentare in alcun modo gli stipendi dei vertici e dei funzionari del Ministero, che sono sottoposti a rigorosi tetti di legge» né «aumenta la dotazione numerica degli uffici di diretta collaborazione del ministro» ma invece «potenzia le strutture essenziali per la lotta all’evasione», quelle legate a emergenza Brexit e G20 e «rifinanzia» le retribuzioni. Le fonti del ministero interpellate fanno infine riferimento «all’ennesima speculazione politica».

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