Difesa europea e mondo di ieri

Fonte: Corriere della Sera

di Danilo Taino

Le difficoltà a creare una Difesa comune sono molte e radicate. Ce n’è una spesso sottovalutata: la maggioranza dei cittadini europei non ne vuole sapere. Cresciuti nella pace e nella democrazia, protetti dallo scudo della Nato per lo più americano, non sembrano avere realizzato che il mondo è cambiato, diventato più pericoloso.


Quanto è probabile che l’Unione europea riesca a darsi una seria politica comune di Difesa? Quell’autonomia strategica di cui parla Emmanuel Macron e che un po’ tutti ritengono indispensabile? Dopo la sconcertante ritirata di Joe Biden dall’Afghanistan, la questione è balzata in testa alle priorità politiche europee, almeno per ora. Le difficoltà a creare una Difesa comune sono però molte e radicate. Ce n’è una spesso sottovalutata: la maggioranza dei cittadini europei non ne vuole sapere. Cresciuti nella pace e nella democrazia, protetti dallo scudo della Nato per lo più americano, non sembrano avere realizzato che il mondo è cambiato, diventato più pericoloso. Che è tornata la competizione aggressiva tra potenze, simile a quella della prima metà del Novecento, ancora più articolata di quella tra Usa e Urss durante la Guerra Fredda.
Il serio sondaggio d’opinione più recente sull’atteggiamento degli europei di fronte alla Difesa lo ha svolto il Pew Research Center all’inizio del 2020. In generale, la fiducia nella Nato era crollata, per lo più a causa della politica di America First di Donald Trump: ad esempio dal 60 al 49% in Francia, dal 67 al 57% in Germania tra il 2017 e il 2019 (in Italia era invece cresciuta del 3%, al 60%, nello stesso periodo). Ma quello che è interessante per capire se le opinioni pubbliche europee sono disposte a farsi carico della Difesa è il dato che riguarda l’Articolo Cinque della Nato, secondo il quale i membri considerano un attacco a un Paese dell’Alleanza come un attacco a se stessi. E quindi devono intervenire al suo fianco. Alla domanda se il proprio Paese dovrebbe difendere un alleato della Nato aggredito militarmente dalla Russia, il 66% degli italiani rispondeva di no. Risposta negativa anche dal 60% dei tedeschi, dal 53% dei francesi, dal 56% degli spagnoli. I soli europei in maggioranza favorevoli a intervenire erano gli olandesi, i britannici e i lituani. Funambolicamente, però, il 75% degli italiani riteneva che, nel caso di un attacco russo, gli Stati Uniti sarebbero intervenuti. Lo stesso il 72% degli spagnoli, il 63% dei tedeschi, il 57% dei francesi. Può darsi che il caso Afghanistan chiarisca un po’ la realtà. Ma l’impressione è che la maggioranza degli europei ritenga di vivere ancora nel mondo di ieri. Comprensibile. Purtroppo non è così.

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