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Apr 27

Dialogo M5s-Pd, Salvini: “Italiani ostaggio dei litigi Pd e della voglia di potere M5s”

Fonte: La Repubblica

Il leader della Lega sulle parole del candidato premier grillino alla fine del secondo giro di consultazioni: “La loro intesa sarebbe irrispettosa per gli italiani. Se gli andasse male, come penso, io ci sono. Non chiudo la porta a Di Maio”. Berlusconi: “Mattarella valuti un incarico a tutto il centrodestra”. Meloni: “Vergognoso esecutivo fatto da chi è arrivato secondo e terzo”

“Il possibile dialogo tra Renzi e Di Maio è una telenovela” e potrebbe portare a “un governo irrispettoso per gli italiani”. Matteo Salvini tra il Movimento 5 stelle e il Partito democratico, emersa alla fine del secondo giro di consultazioni del presidente della Camera Roberto Fico. “Io non chiudo la porta in faccia a nessuno”, ripete il leader della Lega all’uscita del palazzo dei gruppi di Montecitorio, “quando avranno finito il loro amoreggiamento, se gli andasse male come penso, io ci sono”. Un po’ di ironia seguita da una manifestazione di disponibilità. Ma dal M5s non arrivano per Salvini buone notizie: Luigi Di Maio, rivolgendosi ai suoi parlamentari in assemblea congiunta, conferma: “I forno della Lega è chiuso, noi abbiamo una dignità. Per 50 giorni abbiamo provato in tutti i modi a dialogare. L’unico problema che avevamo è con colui che ci definisce come Hitler”.
E i toni del leader del Carroccio cambiano, con un duro giudizio sul momento politico del Paese: “Gli italiani sono ostaggio dei litigi del Pd e della ambizioni di potere dei 5 stelle, alla faccia del voto che ha premiato Lega e centrodestra”. Salvini parla poi del programma di governo: “È un mese e mezzo che ripeto testardamente le stesse cose. I miei programmi, a differenza di altri, non cambiano a seconda delle convenienze, sono quelli che gli italiani hanno votato il 4 marzo”. Il leader del Carroccio si sofferma anche sulla propria coalizione, lanciando una frecciata al Cavaliere: “Da leader del centrodestra, mi faccio garante del fatto che qualcuno la smetta di sobillare”. Negando qualsiasi rottura con Fi e Fdi: “Gli italiani hanno votato un programma e una squadra e io non tradisco”.
Silvio Berlusconi sembra sicuro di un fallimento della trattativa tra il Movimento e il Pd: “Non ci sarà alcuna risposta positiva per il presidente Mattarella – dichiara durante un comizio a Spilimbergo, per le regionali del Friuli Venezia Giulia -. Non credo che arriveranno a un accordo M5s e Pd, che è nostro avversario ma è certamente un partito democratico: se si accoppiasse con il M5s segnerebbe la sua scomparsa dal panorama politico italiano”. E se lo scenario sarà questo, il capo dello Stato “dovrà riconsiderare l’ipotesi di un governo di tutto il centrodestra”. Anche perché il Cavaliere esclude decisamente anche che Salvini possa fare da solo un governo “con il Movimento 5 Stelle. Noi non lo accetteremo mai. Il M5s non ha mai voluto sedersi con noi, non riconosce la rappresentatività di 4,5 milioni di persone”.
Ma quante possibilità esistono per un governo di centrodestra? “Non si può rispondere, bisognerebbe avere una sfera di cristallo – ammette il leader di Forza Italia -. Io conto nel buon senso, nell’equilibrio di Mattarella. Credo che prima di andare al voto bisogna tentarle tutte. E credo sia ragionevole che la forza politica che ha vinto le elezioni possa presentarsi con un governo in Parlamento”.
Poi, la nuova controreplica a Di Maio, che dopo l’appuntamento con Fico ha riesumato lo spettro del conflitto di interesse e delle tv del Cavaliere asservite alla sua propaganda. Su Mediaset, dice Berlusconi, Di Maio ha usato “un linguaggio preoccupante. Si vuole toccare l’avversario sulla libertà privata e sul patrimonio. E’ cosa da anni 70, da esproprio proletario”. Quando invece, è la tesi del Cavaliere, è il M5s a essere “posseduto da un’azienda privata, da una Srl, che appartiene a un protagonista della comunicazione che non si è mai fatto votare e le cui finalità sono a me abbastanza sconosciute”.
Infine, l’autodifesa, anche rispetto ai richiami di Salvini a non “sobillare”: “Non ho mai insultato i Cinquestelle, ho fatto solo una battuta che nessuno di loro aveva fatto una dichiarazione dei redditi, ma credo sia risibile rispetto a quanto hanno detto loro, che Berlusconi è il male assoluto”. E, a sorpresa, Berlusconi rivela uno dei fattori decisivi nel deludente risultato elettorale di Forza Italia, sorpassata dalla Lega nella coalizione: “Secondo i sondaggisti, la vendita del Milan. E’ una delle ragioni per cui ci siamo fermati al 14-14,5%. Andrà a finire che ricomprerò il Milan”.
Da Pordenone, la leader di Fdi Giorgia Meloni bolla come “assolutamente vergognoso, se alla fine ci dovessimo ritrovare un governo in cui chi è arrivato secondo, chi è arrivato terzo, chi è arrivato sesto e qualche senatore a vita, si mettono insieme contro il parere dei cittadini per scalzare chi è arrivato primo”. “Nel caso ci fosse un ipotetico governo M5s e Pd – avverte la leader di FdI -, faremo un’opposizione durissima. Inviteremo gli italiani in piazza, perché sarebbe una decisione che va contro la loro volontà”.
Anche Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo che ha corso da candidato premier di Forza Italia alle elezioni politiche, parla del possibile asse M5s-Pd, opponendosi però all’ipotesi di un ritorno alle urne in caso di ulteriore fallimento: “L’Italia ha bisogno di un governo credibile e autorevole, anche per dare al Paese un ruolo internazionale. Perché buttare via decine di milioni di euro che si potrebbero usare per creare lavoro e infrastrutture?”
Tajani si dice contrario a un “governo del presidente” con tutti dentro: “Meglio un esecutivo di centrodestra che cerchi i consensi, punto per punto”. Spazio anche per alcune critiche nei confronti del M5s e del suo leader: “Votare di nuovo sarebbe il fallimento dei populisti. Hanno avuto ottime carte in mano e non le hanno sapute giocare. Si dimostrerebbero incapaci. Di Maio, più che Ernesto Che Guevara, sembra già un doroteo”.

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