Dall’industria della carta 2 miliardi per la ripresa verde

Fonte: Sole 24 Ore

Investimenti e impegni. Raggiunto l’80% di riciclo dell’imballaggio, in fortissimo anticipo rispetto all’obiettivo europeo dell’85% da conseguire entro il 2035


Dopo il riconoscimento del ruolo strategico della filiera contenuto nella relazione sul Recovery Plan, approvata dalla Camera dei Deputati, la federazione dell’industria della carta e del cartone si prepara per dare un contributo alla ripresa economica. «Il piano presentato dalla filiera — spiega Girolamo Marchi, presidente della Federazione Carta e Grafica — prevede interventi che sfiorano due miliardi di euro e riguardano il miglioramento delle raccolte differenziate, l’innovazione tecnologica, la gestione degli scarti del riciclo e la decarbonizzazione dei processi industriali».
È stato questo uno dei temi discussi nell’ambito della PaperWeek durante il webinar «Pnrr e filiera della carta, della stampa e dell’imballaggio», organizzato dalla Federazione Carta e Grafica e dal Comieco con la partecipazione di Slc Cgil, Uilcom Ui e Fistel Cisl.

Le cartiere italiane sono leader
La centralità della filiera, per lo sviluppo tecnologico e sostenibile del Paese, è un percorso che si è consolidato nel tempo portando alle luci della ribalta europea la sua leadership industriale tanto da raggiungere il secondo posto a livello di filiera industriale carta stampa.
Per esempio le imprese italiane del settore cartario si posizionano quarte in Europa con il 10% dei volumi complessivi dell’area.
Nel dettaglio delle diverse tipologie, l’Italia è leader assoluta nella produzione di carte per uso domestico, igienico e sanitario con il 21% dei volumi europei, ed è terza nelle carte e cartoni per imballaggio e in altre specialità, con quote rispettivamente pari al 10% e all’11% dei volumi realizzati in Europa.

La sostenibilità non è soltanto ambientale
«La filiera ha sempre prodotto un’occupazione “buona” sul territorio, contribuendo alla sostenibilità sociale che vogliamo continuare a sostenere in parallelo alla sostenibilità ambientale ed economica», ha commentato Marchi.
Per questo motivo le imprese del settore della carta e del cartone sottolineano l’urgenza di aggiungere alla transizione ecologica e ai piani di ripresa anche un fattore tempo che permetta di adeguare alle nuove tecnologie e alle nuove esigenze di mercato i processi produttivi e le infrastrutture, mantenendo intatti la competitività sui mercati e i livelli occupazionali.
Secondo il presidente della federazione, «rispetto ai nostri concorrenti europei scontiamo un sistema con costi normativi superiori, oltre alla mancata attuazione di strumenti europei come le compensazioni della CO2 (che hanno tutti in Europa), mentre ci sobbarchiamo i pesanti rincari del sistema Ets che nulla hanno a che fare con lo sviluppo sostenibile».

I numeri: 22 miliardi e 200mila addetti
La filiera della produzione di carta e cartone e della loro trasformazione in prodotti finiti fattura in Italia 22 miliardi di euro, l’1,4% del Pil, e impiega circa 200mila addetti diretti. Per le caratteristiche del materiale cellulosico, il settore è anche molto rilevante nella sostenibilità ambientale e nell’economia circolare con il raggiungimento dell’80% di riciclo dell’imballaggio, in fortissimo anticipo rispetto all’obiettivo europeo dell’85% da conseguire entro il 2035.
«È dunque un settore pronto alla transizione green, che vuole inserirsi a pieno titolo nel programma nazionale di ripresa e resilienza con un proprio Recovery Plan che vede industria e organizzazioni sindacali uniti per salvaguardare competitività e occupazione», scrive la federazione in una nota.

I sindacati e l’occupazione «buona»
La filiera della carta e della grafica, a differenza di altri comparti, ha sempre prodotto un’occupazione “buona”, cioè tendenzialmente stabile, tecnologicamente evoluta, vicina al sentire dei cittadini e dei luoghi in cui opera, con una sostenibilità sociale che contribuisce all’obiettivo Onu numero 8 per incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile. Nel corso dell’evento web della Federazione Carta e Grafica sono intervenuti Giulia Guida, segretaria nazionale Slc Cgil; Roberta Musu, segretaria nazionale Uilcom Uil, e Paolo Gallo, segretario nazionale della Fistel Cisl, i quali nel dibattito hanno sottolineato l’importanza di governare il cambiamento già in atto che vede e vedrà nuove figure professionali sule quali investire in formazione e competenze.

Vedi alla voce ambiente
Stefano Ciafani, presidente della Legambiente, ha sottolineato che il settore cartario ha saputo ritagliarsi un ruolo di leadership nel panorama dell’economia circolare in Italia. Un primato che deve confrontarsi con nuove sfide, dall’innovazione alla produzione e utilizzo di energie rinnovabili, come il biometano.
Michele Bianchi, vicepresidente del Comieco, ha concluso i lavori riportando l’attenzione sul ruolo della raccolta e della selezione della carta principale materia prima del sistema cartario nazionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.