Da Teheran a Kabul, le spine di Biden

Fonte: Sole 24 Ore

di Franco Venturini

Due grandi punti interrogativi chiedono risposte urgenti della Casa Bianca: il ritiro o meno dall’Afghanistan entro maggio, e l’auspicato salvataggio dell’accordo nucleare firmato nel 2015 con l’Iran

 

L’impressione è che Biden vada bene e di corsa. Ma nella politica estera statunitense restano due grandi punti interrogativi che chiedono risposte urgenti della Casa Bianca: il ritiro o meno dall’Afghanistan entro maggio, e l’auspicato salvataggio dell’accordo nucleare firmato nel 2015 con l’Iran.
Sul ritiro dall’Afghanistan, che coinvolgerebbe anche i contingenti alleati tra cui 800 militari italiani, Biden e il suo Segretario di Stato Blinken hanno spiegato l’orientamento USA senza tuttavia renderlo definitivo. In Afghanistan la violenza non solo non è diminuita ma è aumentata, dunque il patto concluso da Trump con i Talebani per il ritiro a maggio 2021 non regge più. Si resta, ma come? Un compromesso con i Talebani oppure contro i Talebani che guadagnano terreno ogni giorno? Nella seconda ipotesi, basterebbero gli attuali 2500 soldati USA schierati in Afghanistan? Il tempo stringe, occorre chiarire una situazione che coinvolge anche gli alleati.
Non meno complesso è l’avvio di un dialogo con l’Iran. Segnali di buona volontà sono stati appena scambiati: l’Iran ha accettato di discutere a livello tecnico le tracce di uranio rilevate dove non dovevano essere, la produzione di uranio metallo a Ispahan è stata (forse) sospesa, la decisione di vietare le ispezioni dell’Agenzia Atomica è stata parzialmente rimandata; in cambio gli europei, d’accordo con gli americani, hanno sospeso la presentazione di una risoluzione davanti all’AIEA che avrebbe fatalmente condannato l’Iran. Gesti, ma i problemi restano. Gli iraniani non possono concedere troppo prima delle presidenziali del prossimo giugno. E Biden non può tornare al tavolo negoziale senza una garanzia di accettazione da parte iraniana di qualche nuova clausola, su durata o coinvolgimento dei missili balistici e del comportamento regionale. Il mondo aspetta, sapendo che dopo le decisioni di Biden molti equilibri potrebbero cambiare in aree cruciali.

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