Crisi di governo, timori per i numeri al Senato. Zingaretti: appello a democratici, liberali ed europeisti. Renzi: obiettivo non è via Conte

Fonte: Sole 24 Ore

Proseguono i contatti per garantire una maggioranza forte al governo Conte dopo le dimissioni dei ministri di Italia Viva, mentre il premier prepara il suo discorso alle Camere

 

Dopo lo strappo di Italia Viva proseguono i contatti per garantire una maggioranza forte al governo Conte, mentre il premier prepara il suo discorso alle Camere (lunedì alle 12 Montecitorio e martedì al Senato) sulla situazione politica. Le trattative alla caccia dei “responsabili” imperversano frenetiche in queste ore che precedono la prova dell’aula.

Massimo riserbo sulla riunione di maggioranza
É durata circa un’ora la riunione operativa e di coordinamento tra i gruppi di maggioranza. Obiettivo fare un punto sui numeri in Aula in vista della fiducia al premier Giuseppe Conte lunedì 18 alla Camera e martedì 19 al Senato. Numeri sui quali, al termine della riunione, fonti di governo mantengono «il massimo riserbo». Alla riunione hanno partecipato anche il ministro ai Rapporti col Parlamento Federico D’Incà e i segretari d’Aula della maggioranza.

Renzi: il mio obiettivo non è mai stato cacciare Conte
Intanto Renzi a “Mezz’ora in più” su Raitre ribadisce di non aver «niente contro Conte ma se per sei mesi provi a dire “guardate qua rischiamo l’osso del collo” e non ti danno ascolto ci sono due alternativa: la prima è far finta di niente ma io non sarà mai corresponsabile del più grande spreco di risorse della storia». E ha proseguito: «Io non vado all’opposizione dell’Italia, votiamo il ristori, lo scostamento di bilancio, ma se mi chiedono i voti per i denari buttati via dico no». E mentre la linea di Italia Viva in occasione del voto di fiducia rimane quella dell’astensione Michela Rostan (Iv), vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, annuncia che voterà la fiducia al governo Conte.

Di Maio, folle e irresponsabile chi ha provocato la scrisi
«È chiaro a tutti quello che sta accadendo in queste ore. Da un lato abbiamo un livello di contagi ancora preoccupante e l’urgenza di approvare un decreto ristori per aiutare famiglie, imprese e commercianti così da coprire i mancati introiti dell’ultimo anno. Dall’altro c’è chi, con scelte folli e gesti irresponsabili, ha intrappolato l’Italia in una crisi di governo», scrive su facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Il M5s chiude all’ipotesi di un’intesa con Italia Viva e annuncia ilo sostegno al premier «con tutte le forze». Luigi Di Maio critica la scelta di Renzi di andare allo strappo, ribadendo che per il voto sul governo di lunedì e martedì «il M5S è unito e deciso a sostenerlo con tutte le sue forze. Abbiamo un Paese da far ripartire, milioni di italiani da supportare e aiutare, una pandemia da affrontare».

Zingaretti, spetta al Parlamento sancire fiducia
Chiude la porta a Renzi anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti. «Una cosa è rilanciare, rinnovare, cambiare, aprirsi e mettersi in discussione – ha affermato in occasione della direzione nazionale del partito, che si è tenuta in mattinata -, altra cosa è distruggere, avere un approccio liquidatorio, aprire una crisi al buio che rappresenta l’opposto della volontà di migliorare l’azione di governo. Se non si rispettano le opinioni degli altri, avendo la presunzione di tenere in considerazione solo le proprie, allora viene meno la fiducia e la possibilità di lavorare insieme». Questo governo «è un governo parlamentare, non figlio di un diretto mandato elettorale ed è il parlamento che deve sancire o meno la fiducia», ha ricordato il segretario del Pd.

Appello a democratici, liberali ed europeisti
Zingaretti ha fatto appello a democratici, liberali ed europeisti. «Nel Parlamento esistono sensibilità democratiche, liberali ed europeiste che possono unirsi – ha sottolineato -, noi facciamo un appello alla luce del sole e abbiamo il dovere, non il diritto, di rivolgerci al Parlamento per chiedere la fiducia perché l’Italia deve affrontare il Recovery, il piano di vaccinazione, le riforme sociali e del lavoro». Il segretario Dem ha ribadito il no all’ipotesi di un coinvolgimento della destra populista. «I punti di riferimento del Pd – ha ricordato – sono: rifiutare ipotesi di coinvolgimento di una destra nazionalista e populista, strada non percorribile e accettabile». E poi «garantire trasparenza, affinché questa crisi approdi all’interno di un percorso parlamentare. Questi temi si affrontano nelle sedi preposte, la Camera e il Senato».

I centristi si sfilano, mancano i numeri al Senato
E se Conte si accinge ad andare in Parlamento per verificare i numeri che lo sostengono allo stato attuale, pallottoliere alla mano, mancherebbero i voti. L’Udc si è chiamato fuori riaffermando la sua fedeltà al centrodestra che sabato 16 gennaio ha riunito i suoi vertici dicendosi pronto a costruire un’alternativa. Al Senato martedì Conte potrebbe doversi accontentare di 155 voti, una maggioranza relativa, abbastanza per restare in sella con l’astensione di Italia Viva, ma sei sotto la maggioranza assoluta (quota 161) che anche il Quirinale auspica per poter contare su un esecutivo solido. Diversi gli scenari ancora aperti. Dai renziani giungono segnali di apertura, non ultimo quello del coordinatore nazionale di Iv Ettore Rosato («Se Conte vuole risolviamo tutto in due ore, ma non accadrà»), ma Pd e M5s chiudono all’ipotesi di recuperare il dialogo con Italia Viva. Nessun spiraglio di collaborazione.

Meloni, Monti vuol fa fallire imprese italiane
«Il senatore a vita Mario Monti sostiene che una delle condizioni per votare la fiducia al Governo sia quella di togliere i ‘ristori’ ad artigiani, commercianti, ristoratori e tutte quelle attività a cui è stato impedito di lavorare. La soluzione che propone Monti è semplice: far fallire le partite Iva e la piccola impresa italiana», ha sotolineato Giorgia Meloni di Fdi, che chiede elezioni subito.

Palazzo Chigi: nessuna rete per reclutare senatori, servizi estranei
«In merito all’editoriale di quest’oggi del direttore del quotidiano la Stampa sono completamente destituite di ogni fondamento le gravissime insinuazioni in cui, facendo genericamente riferimento a quanto narrato dalle “cronache” di questi giorni, si evoca un presunto “network” che farebbe capo al Presidente del Consiglio al fine di ampliare la maggioranza e reclutare nuovi senatori», ha precisato Palazzo Chigi in merito all’editoriale, pubblicato oggi su La Stampa. «Tra le altre cose – ha sottolineato ancora la presidenza del Consiglio – appare particolarmente grave il riferimento a un presunto coinvolgimento in queste attività anche dei vertici dell’intelligence. Il Presidente Conte, dopo aver consultato i vertici dell’Intelligence, smentisce qualsiasi loro coinvolgimento e contatto, anche solo indiretto, con membri del Parlamento e per attività che risulterebbero in palese contrasto con la legge e con le finalità istituzionali proprie del comparto».

Provenzano, basta giochi di prestigio
Credo sia ora «di smetterla con i giochi di prestigio. Non mi rassegno a una politica in cui le parole perdano completamente di significato», ha detto il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Giuseppe Provenzano a ‘Mezz’ora in più’ su Rai 3. «Perchè se dici alcune cose – ha detto – non puoi dire il contrario il giorno dopo. Siamo in una democrazia parlamentare. Io non partecipo a questa cavalleria rusticana che vorrebbe descrivere tra Conte e Renzi. Non voglio usare nemmeno categorie psicologiche come è stato fatto nei confronti di Renzi per interpretare la situazione. C’è un fatto politico: si è aperta una crisi politica in piena pandemia, si va in Parlamento, se ci sarà la fiducia si andrà avanti, se non ci sarà la fiducia si prenderà atto e si dimetterà il Governo». Per il ministro «tutti gli scenari sono aperti». Assist per Conte da Paola Taverna del M5S: «Preparato, responsabile, onesto, educato, stacanovista, mediatore, con una visione per l’Italia e con l’obiettivo di ricostruire il Paese per il bene di tutti. L’unico ad avere le carte in regola per portarci fuori da questa crisi. Non si molla!».

Fornaro (Leu), in Aula ognuno si assuma responsabilità
«Alla Camera e al Senato, nella casa della democrazia, ogni parlamentare prima ancora che ogni partito si dovrà assumere le proprie responsabilità di fronte al Paese», ha sottolineato il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro.

Calenda: triste Conte lanci ultimatum, Pd batta colpo
«Che un presidente del Consiglio buono per tutte le stagioni, senza bussola ideale, senza capacità amministrative, senza un partito, lanci ultimatum è triste – ha scritto su Twitter Carlo Calenda, leader di Azione -. Dico al Pd: “se ci sei batti un colpo”. Possibilmente andando oltre gli hashtag come #AvantiConConte. Perché la responsabilità è governare bene. Non sopravvivere».

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