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Apr 08

Covid, ora serve un segnale di uscitaIl centrodestra di fronte a un conflitto (non solo politico)

Fonte: Corriere della Sera

di Massimo Franco

Fratelli d’Italia, chiedendo la presidenza del Copasir al posto dell’esponente del partito di Salvini, pone un problema istituzionale entrando in collisione con Lega e governo


Il conflitto sulla presidenza del Copasir non è soltanto lo specchio della difficoltà di tenere unito il centrodestra quando un pezzo è al governo e un altro all’opposizione: Lega e Forza Italia sono entrati nella coalizione di Mario Draghi, Fratelli d’Italia ne è rimasto fuori. Se si trattasse solo di questo, non ci sarebbe nulla di diverso da quanto era già accaduto nel recente passato. Ma questa volta si tratta di un organo di garanzia chiamato a controllare i servizi segreti per conto del Parlamento.
E, per prassi, tranne il precedente di Massimo D’Alema, la presidenza è stata data all’opposizione. Oggi è affidata al leghista Raffaele Volpi, eletto quando il Carroccio era fuori dal governo. La rivendica Fratelli d’Italia, in quanto unico partito all’opposizione. Ma non si prevedono dimissioni dell’attuale vertice.
I presidenti delle due Camere, Elisabetta Casellati del Senato e Roberto Fico, due giorni fa hanno spiegato che spetta alle forze politiche trovare una soluzione, tirandosi addosso accuse di pilatismo da parte di FdI. La riunione prevista per oggi arriva dunque su uno sfondo di polemiche e di veleni. Ripropone il problema di rapporti nel centrodestra segnati dalla competizione e dalla tensione soprattutto tra Lega e FdI, con Matteo Salvini insidiato elettoralmente da Giorgia Meloni: un duello che si ripete in queste ore sulla destinazione dei soldi del cashback, da dirottare secondo la leader di FdI sui risarcimenti alle imprese; che nei giorni scorsi ha avuto come teatro la collocazione europea dei due partiti, presente e futura; e che da mesi si consuma sulle candidature a sindaco nelle grandi città. Nella questione si mescolano dunque equilibri politici e istituzionali. Ci si chiede se davanti a una coalizione larga come quella guidata da Draghi, non sia consigliabile affidare un ruolo di controllo all’opposizione: in particolare quando si è davanti a un organo delicato come il Copasir. La Lega ebbe l’incarico proprio per quel motivo. La fase, però, è diversa. Il presidente Volpi ha convocato il Comitato per oggi alle due.
Ma non è chiaro se saranno presenti anche gli esponenti del partito di Meloni. La minaccia di disertare la riunione si accompagna all’ipotesi di appellarsi al Quirinale. Ipotesi discutibile: si tratta di materia parlamentare, che non compete al capo dello Stato. D’altronde, nella strategia di FdI, il conflitto sul Copasir è parte di quello a tutto campo contro il governo. Va dunque al di là del peso che il Comitato ha in una fase in cui lo spionaggio si mostra pericolosamente attivo. Per paradosso, proprio l’eterogeneità e l’ampiezza della coalizione e l’ambizione di FdI, col 6 per cento dei voti, di rappresentare l’opposizione, promette di rendere la vicenda più ingarbugliata. E senza soluzione.

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