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Mar 21

Corsa all’Eliseo, nel primo dibattito tv prevale Macron

Fonte: La Repubblica

Elezioni francesi, confronto tra i candidati alla presidenza: l’ex ministro trentanovenne ha convinto il 29% dei telespettatori, seguito al 20 % dal leader della sinistra alternativa Jean-Luc Mélenchon. Marine Le Pen, leader del Front National e Francois Fillon, a capo dei Républicains, si fermano al 19 %. Chiude il socialista Benoit Hamon all’11 %

Il candidato di En Marche, Emmanuel Macron, è stato il più convincente nel primo dibattito televisivo di ieri sera tra i cinque principali sfidanti nelle presidenziali francesi: è quanto emerge da un sondaggio realizzato dall’istituto Elabe per BFM-TV. L’ex ministro trentanovenne ha convinto il 29% dei telespettatori intervistati, seguito, al 20%, dal leader della sinistra alternativa, Jean-Luc Mélenchon. Marine Le Pen, candidata del Front National, e quello dei Républicains, Francois Fillon, sono entrambi al terzo posto, al 19%. Mentre il socialista Benoit Hamon chiude la classifica con l’11%.
A un mese dal primo turno per le presidenziali francesi (il 23 aprile, secondo turno il 7 maggio), i cinque principali aspiranti all’Eliseo si sono confrontati ieri sera su Tf1 nel primo di tre dibattiti televisivi. E’ stato il momento di parlare dei rispettivi programmi, sin qui ampiamente oscurati dagli scandali che hanno investito il candidato conservatore, Francois Fillon, e la leader dell’estrema destra, Marine Le Pen.
Tutti gli occhi erano comunque puntati sull’uomo nuovo: Emmanuel Macron, combattivo candidato social-liberale e leader del movimento En Marche!, ultimo arrivato nella politica di primo livello ma cresciuto al di là di ogni più rosea aspettativa. Completavano il parterre il socialista Benoit Hamon e il neocomunista Jean-Luc Melenchon. Sul tavolo temi economici, sociali e di politica internazionale, a cui sono state dedicate tre apposite sequenze di 50 minuti.Ed ecco allora Francois Fillon proporsi come “il presidente che proteggerà dai disordini e dalle violenze interne ed esterne. Interne perché la violenza non ha smesso di aumentare, viviamo in un mondo incerto e pericoloso con un presidente americano imprevedibile e un pericolo mortale che è il jihadismo islamico”.

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