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Mag 18

Contratto di governo, dai rom all’economia: i punti principali della bozza finale. Salta lo stop alla Tav

Fonte: La Repubblica

di Simona Casalini e Carmelo Leo

Dopo l’ultima trattativa, arrivano alcune modifiche sul reddito di cittadinanza, che avrà un limite temporale. “Salta” l’obbligo di predica in italiano caro ai leghisti, che però incassano “sgravi per gli asili nido solo per le famiglie italiane”. Sarebbe stata inserita anche la clausola di “chiusura, in prospettiva, di tutti i campi rom” e non solo di quelli irregolari come riportato in bozza. Restano colorati di rosso, e dunque oggetto di ultima trattativa diretta tra Di Maio e Salvini, altri temi delicati

 

Contratto di governo Legae M5s: dalla flat tax alla sicurezza, dalle pensioni all’immigrazione, ecco i punti principali dell’ultima bozza di contratto che, secondo fonti vicine agli ambienti del Movimento, sarà messo online domani in versione definitiva e fatta votare agli iscritti sulla piattaforma Rousseau.
Sul reddito di cittadinanza – dopo il faccia a faccia tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio – i Cinquestelle sono costretti a cedere: sarà inserito un limite temporale. Secondo i leghisti, inoltre, nel documento finale è stata inserita “la chiusura, in prospettiva, di tutti i campi Rom”, non solo di quelli irregolari come riportato nella bozza precedente. E “salta” anche lo stop ai cantieri della Tav Torino-Lione, che aveva fatto infuriare il governatore Chiamparino
Non solo. Mentre restano in trattativa tra i due leader altri temi delicati, risulta cancellato l’obbligo di predica in italiano caro ai leghisti. Gli uomini del Carroccio però incassano, come novità, “sgravi per gli asili nido limitati alle sole famiglie italiane” mentre in precedenza si prevedeva una gratuità allargata anche alle “famiglie straniere residenti in Italia da almeno 5 anni”. Confermate le due aliquote flat tax del 15 e 20%, ma viene meno quella del 15 per le società. Ci saranno inoltre delle ‘aggiunte’, come un capitolo ad hoc con le misure per il Meridione.
Ma ecco i capitoli principali del contratto.

 

Contratto di governo, dai rom all'economia: i punti principali della bozza finale. Salta lo stop alla Tav

Fornero e pensioni
Sarà rivista la legge Fornero, con l’introduzione di quota 100 (somma di età e contributi) e quota 41 (solo contributi) per anticipare la pensione. “Occorre provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma Fornero, stanziando 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse. Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto conto dei lavoratori in mansioni usuranti”. E ancora: “Prorogheremo la misura sperimentale “opzione donna” che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo”. Saranno abolite le pensioni d’oro tra i politici, ma solo quelle superiori a 5 mila euro al mese netti.

 

Contratto di governo, dai rom all'economia: i punti principali della bozza finale. Salta lo stop alla Tav

Linea Tav Torino-Lione. I leader decidono di “non sospendere i lavori” ma di “ridiscuterne il progetto”
Anche in questo caso Salvini e Di Maio si erano riservati di dire l’ultima parola. Così infatti era scritto nelle prime bozze del documento: “Riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia, ci impegniamo a sospendere i lavori esecutivi e ridiscuterne integralmente il progetto. Nel documento rivisto oggi dai due leader, viceversa c’è scritto: “Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscutere integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”, senza più cenni al blocco dei lavori.

 

Contratto di governo, dai rom all'economia: i punti principali della bozza finale. Salta lo stop alla Tav

Due aliquote per la “Tassa piatta”
Arriva la flat tax per famiglie e imprese e un altro maxi condono delle cartelle pendenti con il Fisco. Le aliquote della “tassa piatta” dovrebbero essere del 15% e del 20%. Per le famiglie è prevista una deduzione fissa di 3mila euro sulla base del reddito familiare. Per le società invece sembrerebbe “saltata” l’aliquota fissa al 15%.

 

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Reddito di cittadinanza, 780 euro mensili ma solo per un periodo stabilito
Al reddito di cittadinanza e alla sua declinazione è dedicata quasi una pagina. Fino all’ultimo si è trattato per deciderne la durata. Alla fine hanno vinto le istanze leghiste, sarà inserito un limite temporale di due anni. La misura è un “sostegno ai cittadini che versano in condizione di bisogno; l’ammontare è fissato in 780 euro mensili per persona singola, parametrato sulla base della scala Ocse modificata per nuclei familiari più numerosi. A tal fine saranno stanziati 17 miliardi annui. L’erogazione del reddito di cittadinanza presuppone un impegno attivo del beneficiario che dovrà aderire alle offerte di lavoro provenienti dai centri dell’impiego con decadenza dal beneficio in caso di rifiuto allo svolgimento dell’attività lavorativa richiesta. E si aggiunge anche l’altra dicitura, la cosiddetta “pensione di cittadinanza”, un’integrazione da assegnare a un pensionato.

 

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Btp comprati dalla Bce scorporati dal debito
“Ridurre il debito pubblico, ma senza  alzare le tasse o austerità. Anzi, scommettendo sulla crescita del Pil e ripartenza consumi e investimenti”. Però, si sottolinea, “al fine di consolidare la crescita e lo sviluppo del Paese riteniamo necessario scorporare la spesa per investimenti pubblici dal deficit corrente in bilancio” e anche “gestire il debito con un appropriato ricorso al deficit”. Inoltre, “ci attiveremo in sede europea per proporre che i titoli di stato di tutti i Paesi dell’area euro già acquistati dalla banca centrale europea con l’operazione del quantitative easing siano esclusi pro quota dal calcolo del rapporto debito-Pil”.

 

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In chiave anti Ue, la ridiscussione dei Trattati
Regge su questo tema l’asse Salvini-Di Maio. Nel testo si legge: “Nell’attuale contesto e alla luce delle problematicità emerse negli ultimi anni, risulta necessaria una ridiscussione dei Trattati dell’UE e del quadro normativo principale”.

 

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Sovranismo tricolore e apertura alla Russia: “Via alle sanzioni”
Il sovranismo diventa la politica estera dell’Italia. Che sarà basata “sulla centralità dell’interesse nazionale e sul principio di non ingerenza negli affari interni dei singoli Stati”. Il contratto prevede inoltre la conferma dell’appartenenza all’Alleanza atlantica ma “con una apertura alla Russia” quale “partner economico e commerciale”, a cui vanno “subito ritirate le sanzioni”. È un “buon segno”, dice all’Ansa una fonte vicina al Cremlino, anche se “non è possibile per nessuno Stato membro dell’Ue decidere in modo unilaterale la fine delle sanzioni”.

 

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Stretta carceraria e agenti provocatori. Ed è prevista la “legittima difesa domiciliare”
Sono numerose, nel “Contratto”, le misure in tema di giustizia e lotta alla corruzione. Sul primo fronte è prevista la legittima difesa domiciliare, l’inasprimento delle pene per violenza sessuale, furto, scippo, rapina e truffa, nonché una “seria riforma della prescrizione dei reati” senza tuttavia specificare come. Oltre a una stretta sulla imputabilità e gli sconti di pena per i minori. Contro la corruzione si pensa invece di aumentare tutte le pene per i reati contro la pubblica amministrazione vietando il ricorso a sconti e riti premiali alternativi; di istituire il Daspo a vita per corrotti e corruttori, ovvero l’interdizione dai pubblici uffici; di introdurre gli “agenti provocatori” sotto copertura per favorire l’emersione dei fenomeni corruttivi. E sul versante della sicurezza viene suggerita la presenza di telecamere sulle divise e nell’autovetture degli appartenenti alle forze di polizia che operano in strada.

 

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Centri per espulsione di irregolari in ogni regione, rimpatri più rapidi, ma “saltano” le prediche solo in italiano 
Ribadita la rinegoziazione con l’Ue delle politiche migratorie e di asilo, si punta a “rendere chiare e rapide le procedure di rimpatrio” e a chiedere la “verifica delle clausole dell’approdo delle navi umanitarie nei porti italiani”. Per gli imam, però, non è più previsto l’obbligo di fare prediche in lingua italiana. E passa una linea più civile, le domande di protezione internazionale dovranno avvenire nei paesi di origine o di transito in strutture che dovranno garantire “la piena tutela dei diritti umani”.

 

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“Riconversione” dell’Ilva ma “proteggendo i livelli occupazionali”
Si parla dell’Ilva di Taranto in termini di “riconversione” ma, insieme, è scritto che occorre “proteggere i livelli occupazionali… promovendo lo sviluppo industriale del Sud, attraverso un programma di riconversione economica basato sulla chiusura delle fonti inquinanti”. Dunque, la strategia ancora non risulta chiara.

 

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Il salvataggio dell’Alitalia
Con riferimento ad Alitalia, si legge nel documento, “siamo convinti che questa non vada semplicemente salvata in un’ottica di sopravvivenza economica bensì rilanciata, nell’ambito di un piano strategico nazionale dei trasporti che non può prescindere dalla presenza di un vettore nazionale competitivo”.

 

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Vaccini, mediare tra diritto all’istruzione e il diritto alla salute
Apertura a tematiche no-vax. “Pur con l’obiettivo di tutelare la salute individuale e collettiva, garantendo le necessarie coperture vaccinali, va affrontata la tematica del giusto equilibrio tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischi o di esclusione sociale”.

 

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Conflitto d’interessi, divieti ancora vaghi
Il brano sul conflitto d’interessi è talmente vago da alimentare il sospetto che i due leader abbiano voluto frenare per non entrare in conflitto né con Berlusconi né con Casaleggio. Si parla di “interferenza tra un interesse pubblico e un altro interesse, pubblico o privato, che possa influenzare l’esercizio obiettivo, indipendente o imparziale, di una funzione pubblica, non solo quando questo possa portare un vantaggio economico a chi esercita la funzione pubblica, ma anche in assenza di un vantaggio immediatamente quantificabile come monetario”. La disciplina dovrebbe essere estesa anche agli incarichi non governativi, ossia ai sindaci o ai dirigenti delle società partecipate dallo Stato.

 

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“Più dignità” a Roma Capitale
La finalità è chiara, argomento caro ai grillini. La dicitura è più fumosa. “Si intende rilanciare il disegno attuativo delle disposizioni costituzionali su Roma Capitale (art. 114 Cost.) con legge dello Stato. Verrà in tale modo sancito un nuovo Patto tra la Repubblica e la sua Capitale, restituendole nuova e definitiva dignità”.

 

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Tornano i voucher
“La cancellazione totale dei voucher ha creato non pochi disagi ai tanti settori per i quali questo mezzo di pagamento rappresentava, invece, uno strumento indispensabile”. E si aggiunge che “occorre pertanto porre in essere una riforma complessiva della normativa vigente volta ad introdurre un apposito strumento, chiaro e semplice…per la gestione dei rapporti di lavoro accessorio”. La Cgil non sarà affatto contenta.

 

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“Comitato di conciliazione”, saltano i “saggi” esterni
Nasce un organismo che “servirà a creare un ponte tra Parlamento, Governo e forze politiche contraenti e sarà composto dal premier, dal Ministro competente per materia, dai capigruppo, dal Capo politico del M5S e dal segretario della Lega”. Ma viene cancellata la prima ipotesi, quella che più ha fatto discutere, sulla possibilità di nominare in questo Comitato “saggi” esterni al parlamento e al governo.

 

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Nasce il Ministero per le disabilità
Infine un tema che è stato centrale nella campagna del Carroccio: l’istituzione di un ministero per le disabilità. “Al fine di dare adeguata rappresentanza alla disabilità nell’agenda politica, ci impegniamo ad istituire un dicastero dedicato. Si dovrà infine garantire un’adeguata rappresentanza anche attraverso l’istituzione di un Garante regionale quale figura di riferimento in caso di inadempienze e violazioni dei diritti delle persone con disabilità”.

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