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Nov 23

Conti pubblici, Bruxelles rimanda l’Italia alla primavera: “Rischi su deficit e debito”

Fonte: La Repubblica

La Commissione chiede di “non annacquare” la legge di bilancio e di “non fare retromarcia sulle pensioni”. Verso una manovra-bis a maggio. Ma il Tesoro precisa: “Non necessari nuovi interventi”

La Commissione europea rimanda l’Italia e la sua legge di Bilancio alla primavera, sottolineando che allo stato attuale rischia di sforare i parametri su deficit e debito, chiedendo di presentarsi a maggio con nuovi compiti a casa eseguiti.
L’Italia è con altri quattro Paesi (Belgio, Austria, Portogallo e Slovenia) a rischio di inadempienza rispetto al Patto di Stabilità e Crescita: questi devono “adottare le misure necessarie a aggiustare il loro percorso di bilancio”, ha chiarito il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, dopo che il collegio ha adottato il suo parere sui progetti di bilancio degli Stati membri per il 2018. Come ricostruiva Repubblica in edicola stamattina, la richiesta di ulteriore correzione di 0,3 punti percentuali del Prodotto interno lordo si dovrà tradurre in un impegno per una manova-bis che vincoli fin da subito il prossimo governo. Se ciò non dovesse accadere, si aprirebbe la procedura d’infrazione che imbriglierebbe l’autonomia italiana nelle decisioni di politica economica.
La comunicazione generale di Bruxelles dedica un passaggio proprio all’Italia: “Il persistere dell’elevato livello di debito pubblico è motivo di preoccupazione”, si legge. “In una lettera indirizzata alle autorità italiane, il Vicepresidente Dombrovskis e il commissario Moscovici hanno comunicato che la Commissione intende procedere, nella primavera del 2018, a una nuova valutazione della conformità dell’Italia al parametro per la riduzione del debito”.
Secondo il Tesoro però non sarà necessaria alcuna “manovrina”.  La Commissione europea – fanno sapere fonti del Mef – “apprezza i risultati del processo di consolidamento dei conti pubblici messo in atto dal governo negli ultimi anni e per il 2018 riconosce la misura dello 0,3% per l’aggiustamento strutturale del bilancio. Dombrovskis e Moscovici – proseguono da via XX settembre – chiedono al governo di spiegare alcuni aspetti delle misure di bilancio adottate per il 2017 e per il 2018. Il governo è fiducioso che attraverso il dialogo costruttivo con la Commissione potranno essere chiariti i diversi punti di vista, senza la necessità di ricorrere ad ulteriori interventi”.
Il 27 ottobre, la Commissione europea aveva già inviato al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, una lettera in cui lamentava che la correzione strutturale era inferiore allo 0,3% dichiarato (e che era già frutto di uno “sconto” rispetto allo 0,6% formalmente richiesto dai meccanismi europeo). La lettera dichiarava quindi che si prospettava una significativa deviazione sia per il 2017, sia per il 2018. Il Tesoro aveva replicato contestando la metodologia di calcolo dell’output gap e quindi dei saldi strutturali, che porterebbe a stime non plausibili per l’Italia.
“La situazione dell’Italia è tale che il suo saldo strutturale dovrebbe migliorare dello 0,1% nel 2018, quando è necessario uno sforzo dello 0,3%”, ha rimarcato in conferenza stampa Moscovici, sottolineando che per l’Italia è “essenziale conformarsi” al Patto di Stabilità e Crescita, perchè il debito “resta una fonte di preoccupazione”. A conti fatti, dunque, il dito si punta sopratutto sui circa 3,5 miliardi da correggere per il 2018.
Nella nuova missiva dedicata oggi a Roma, la Ue annuncia dunque l’intenzione di monitorare nuovamente il debito italiano in primavera. Riconosce che “l’Italia ha fatto molti sforzi di recente per la competitività e la crescita”, sottolineando altresì che “è cruciale” che adotti la manovra 2108 “senza annacquare le sue disposizioni principali”, e che venga attuata “in modo rigido per centrare uno sforzo strutturale di 0,3% del Pil”. Tra gli altri elementi, Bruxelles sottolinea che l’Italia deve attenersi “alle importanti riforme di bilancio strutturali, come quella delle pensioni che supporta la sostenibilità a lungo termine del debito italiano”.
Oltre che nello stretto lotto di Paesi a rischio di sforamento del Patto, l’Italia entra con altri 11 Paesi nel gruppo di quelli che saranno sottoposti a un’inchiesta approfondita nel 2018 per gli squilibri macroeconomici (come del resto accade da alcuni anni). Il principale squilibrio del paese è il debito pubblico (il secondo dopo la Grecia). Gli altri paesi sono Bulgaria, Croazia, Francia, Germania (a causa dell’enorme surplus di parte corrente), Irlanda, Olanda, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia. La Commissione presenterà i rapporti sui singoli casi all’inizio del 2018.
Dal Tesoro filtra comunque ottimismo sul dialogo con la Ue, cui ha fatto riferimento lo stesso Moscovici. “Chiedono al governo di spiegare alcuni aspetti delle misure di bilancio adottate per il 2017 e per il 2018. Il governo è fiducioso che attraverso il dialogo costruttivo con la Commissione potranno essere chiariti i diversi punti di vista, senza la necessità di ricorrere ad ulteriori interventi”, dicono fonti del Mef.

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