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Giu 29

Conte stringe i tempi sul decreto semplificazioni: “Giovedì sarà in Cdm”

Fonte: La Stampa

di Davide Lessi

Il premier: «Siamo in dirittura d’arrivo, è un passaggio fondamentale». Trattativa serrata tra gli alleati di governo. Oggi la soluzione di Alitalia

«Sono giorni di lavoro molto intenso e siamo in dirittura d’arrivo», confida a La Stampa il premier Giuseppe Conte. «Il prossimo impegno concordato con gli alleati di governo è il decreto semplificazioni che porteremo in Cdm giovedì». Così, dopo quasi due mesi di rinvii, il decreto pensato per rendere più agili e semplici concessioni e permessi potrebbe – finalmente – vedere la luce questa settimana. Nell’agenda del presidente del Consiglio Giuseppe Conte ci sono due giorni cerchiati in rosso, due giornate decisive per il via libera all’atteso provvedimento: domani, 30 giugno, potrebbe esserci un vertice politico di maggioranza sul dossier, poi giovedì – 2 luglio – se ne discuterà al Consiglio dei ministri. Non c’è più tempo da perdere, fanno capire da Palazzo Chigi.
Una volontà di accelerare che dovrà portare a un compromesso in maggioranza. Non è un caso che la bozza del provvedimento (48 articoli, secondo l’anticipazione in possesso de La Stampa), sia stata gelosamente conservata a Palazzo Chigi fino alle ultime ore. A coordinare il dossier è un uomo vicinissimo al premier, il segretario generale della presidenza del Consiglio Roberto Chieppa. A limarne i dettagli, in queste ore, è un’altra personalità di fiducia, il sottosegretario Mario Turco. È stato Conte in persona a cercare di stringere i tempi, ben consapevole che i vari appelli delle imprese non potevano più restare inascoltati.
«Gli Stati Generali non sono stati affatto inutili – dice il capo del governo -. Abbiamo parlato con centinaia di associazioni di categoria e rappresentanti del mondo del lavoro. Alla fine trarrò le mie conclusioni». Dal confronto di Villa Pamphilj ne è uscita una convinzione generale e diffusa. Che si può tradurre con le parole usate da Edoardo Bianchi, vicepresidente dell’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori. «Il decreto semplificazioni è l’ultimo treno per rilanciare l’Italia».
Delle parole che Conte, forse inconsapevolmente, fa sue. «È un passaggio fondamentale – dice -. La nostra tabella di marcia prevede riforme molto dettagliate e concrete. Con il dl semplificazioni, dopo molti anni, rimettiamo mano a temi come la responsabilità erariale e l’abuso di ufficio. È un traguardo fondamentale per il nostro Paese».
Dice «fondamentale» due volte il premier Conte, che sa bene quanto sia stata complicata la gestazione del testo. Perché prima bisogna risolvere le spaccature nella maggioranza. Ci sono quelli che, come il M5S e Italia Viva, vorrebbero applicare il “modello Genova” dei commissari.
E chi, come il Pd, è contrario a delegare super-poteri a singole personalità, politiche o tecniche che siano. E poi c’è la partita tutta da chiarire delle deroghe al Codice degli Appalti, che vede divisioni interne sia alla maggioranza sia allo stesso M5S: il viceministro grillino Cancelleri vorrebbe abbattere gran parte dei vincoli mentre il presidente della commissione Lavori pubblici del Senato Mauro Coltorti, sempre grillino, invoca il rispetto del codice dell’Autorità nazionale anticorruzione.
La partita “semplificazioni”, insomma, non è una passeggiata. «Fondamentale», per citare le parole del premier, saranno le trattative con gli alleati di governo in settimana. Per un confronto che sarà serrato, un altro sembra essersi risolto: secondo quanto filtra da Palazzo Chigi sarà annunciata oggi la soluzione del dossier Alitalia.

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