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Dic 19

Confindustria: la recessione è finita, ma ha lasciato i danni di una guerra

ECONOMIA
Fonte: La Stampa

Il bilancio di sei anni di crisi nel rapporto di Viale Astronomia: raddoppiati i poveri e le persone senza lavoro. Critiche alla manovra: ha impatto debole

«L’Italia si presenta alle porte del 2014 con pesanti danni, commisurabili solo con quelli di una guerra». E’ quanto si legge nello studio “Scenari economici” del Centro studi di Confindustria.

 

Le persone a cui manca lavoro, totalmente o parzialmente, sono 7,3 milioni, due volte la cifra di sei anni fa. Lo stima il Centro studi di Confindustria nello scenario economico ’’La difficile ripresa. Cultura motore dello sviluppo”. Si tratta di tutti coloro che vivono nell’area del disagio occupazionale. La ripresa italiana «cammina sul filo del rasoio»; molti i tasselli che devono andare a posto per comporre un mosaico di crescita. «I rischi a ribasso» sono appena dietro l’angolo ed il pericolo maggiore potrebbe arrivare dal «cedimento della tenuta sociale» con «il montare della protesta che si incanali verso rappresentanze che predicano la violazione delle regole e la sovversione delle istituzioni».È l’analisi del Centro Studi di Confindustria a disegnare così uno scenario prossimo futuro per l’economia italiana non del tutto negativo ma ricco di incognite. «Il destino dell’Italia che si ripete con il coagularsi di importanti gruppi politici anti sistema», avvertono ancora gli economisti di viale dell’Astronomia.

 

Lo stesso termine «ripresa» che potrebbe timidamente affacciarsi nel 2014 e nel 2015 è messo in discussione dagli economisti di viale dell’Astronomia: è un termine «improprio», dicono, sia perché non si recupereranno i valori del passato, sia perché «appare derisorio nei confronti di quanti, imprenditori e lavoratori, resteranno in difficoltà a lungo». Meglio parlare di «nuova era e di ricostruzione» nella quale «accanto alle tante carenze da colmare potranno registrarsi buone carte da giocare sulla competitività internazionali». Sono però quattro i capitoli che potrebbero contribuire ai «venti contrari»: la maggior incertezza che rende prudenti gli operatori nelle decisioni; la continua erosione della competitività per l’aumento del costo del lavoro; le turbolenze del quadro politico per le elezioni europee nel 2014 e le probabili elezioni politiche in Italia nel 2015.

 

La revisione delle stime diffuse a settembre, spiega il Csc, deriva “da una variazione congiunturale di un decimo peggiore nel secondo trimestre (-0,3% contro -0,2%) e nel quarto (+0,2% contro +0,3%)”. “Questo nuovo profilo – prosegue lo studio – trasmette al 2014 una variazione acquisita di +0,1 punti percentuali a fronte dei +0,2 punti”. L’impatto sulla crescita della Legge di Stabilità all’esame del Parlamento sarà «molto piccolo», dello «0,1 o 0,2» punti sul Pil del 2014. Poi, nel 2015 la manovra avrà «un effetto restrittivo della stessa entità di quello espansivo del 2014».

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